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Google Street View: ultima sentenza
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Articolo di Redazione
13 giugno 2012 10:35
 
Sia Google sia il garante svizzero per la riservatezza dei dati personali festeggiano la sentenza del Tribunale Federale come una vittoria, anche se parziale. Ma il garante dovrà fidarsi delle modalità operative dei tecnici.

Negli uffici di Google il clima è disteso: siamo soddisfatti che il Tribunale Federale Svizzero ci abbia dato ragione in un punto importante, riconoscendo che abbiamo adottato misure adeguate per tutelare la riservatezza, vale a dire l'anonimizzazione automatica dei volti e delle targhe automobilistiche; la sentenza ora verrà letta con attenzione e discussa con il garante dei dati. Ma il responsabile di Google per la Svizzera un anno fa aveva fatto notare che è impossibile cancellare il 100% dei volti e delle targhe fotografate; per farlo bisognerebbe assumere tanta gente da impiegare nella ricerca di milioni di immagini, al prezzo di costi insostenibili.
Ora i giudici hanno deciso che è sufficiente che Google renda irriconoscibile il 99% dei visi e delle targhe. Viceversa, non transigono su altri punti: Google dovrà rendere del tutto irriconoscibili le persone riprese vicino a strutture sensibili come case per le donne o carceri, ciò che include gli abiti, il colore della pelle e i supporti per disabili; le immagini riprese nella sfera privata come giardini e cortili potranno apparire solo previa autorizzazione degli interessati e purché le foto siano state scattate a un'altezza di videocamera di circa due metri. Inoltre, Google dovrà mettere sulla sua pagina iniziale un link ben visibile con l'indicazione "richiesta di anonimizzazione" e un indirizzo postale per eventuali reclami. Infine, l'operatore dovrà informare di riprese e pubblicazione di nuove immagini anche attraverso i media locali.
Durante il contenzioso, l'azienda ha più volte avvertito che Street View rischiava di essere depennata dal territorio elvetico. Ma per dimostrare la popolarità del servizio c'erano i sondaggi, secondo cui un anno fa la metà degli svizzeri diceva di utilizzarlo (nel frattempo si è arrivati al 60%). Anche il Tribunale Federale ha riconosciuto che è un servizio utile ai cittadini. Per non parlare del turismo, che lo considera un regalo -un canale di comunicazione che consente agli ospiti stranieri di farsi un'idea in modo facile delle città e dei luoghi più suggestivi da visitare.
Non è chiaro, però, se questo regalo sarà disponibile in Svizzera nel medio termine. Google non ha ancora dato il suo assenso esplicito. In Giappone, in seguito alle proteste di cittadini e garanti, nel 2009 il motore di ricerca ha dovuto rifotografare città come Tokio e Osaka con videocamere poste più in basso delle auto. E le riprese di Bing Streetside, della concorrente Microsoft, non sono ancora state fatte. In Germania, il servizio è stato recentemente interrotto in seguito al dibattito sulla tutela dei dati personali.
In quanto al garante per la tutela della sfera privata, Hanspeter Thuer, si è detto molto soddisfatto della sentenza, che nei punti centrali dà ragione alla sua interpretazione giuridica. Nello stesso tempo ha ammesso di non avere gli strumenti per valutare se Google riuscirà a mantenere la quota di errore tollerata, ossia se non sforerà l'1% di immagini non autorizzate;  dovrà fidarsi dei tecnici della controparte. Così come non potrà facilmente controllare se Google riuscirà progressivamente a migliorare i programmi di cancellazione, come richiesto dal Tribunale Federale.

(articolo di Henning Steier per Neue Zuercher Zeitung dell' 08-06-2012. Traduzione di Rosa a Marca)
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