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Perturbatori endocrini. Sono dovunque, anche negli ecologisti. Appello alla Commissione europea
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Articolo di Redazione
24 febbraio 2017 13:31
 
 I perturbatori endocrini sono presenti in numerosi pesticidi, plastiche, cosmetici e imballaggi alimentari. Essi sono in grado di modificare il sistema ormonale e di essere all’origine di diverse malattie.
La ONG francese Générations futures ha chiesto a sette personalita’ del mondo dell’ecologia del proprio Paese ((Yann Arthus-Bertrand, Isabelle Autissier, Delphine Batho, José Bové, Yannick Jadot et Marie-Monique Robin) di dargli una méche dei propri capelli di 3-4 centimetri, per analizzarla. Una scelta per niente innocente. “Sono persone che fanno attenzione a cio’ che mangiano e all’ambiente in cui vivono”, dice Francois Veillerette, direttore della ONG.
Il laboratorio ha ricercato circa 200 perturbatori endocrini che si dividono in quattro famiglie: i bisfenoli (plastificanti -elementi chimici che servono a sostituire le plastiche- noti per essere parte dei policarbonati, il bisfenolo A e’ stato vietato nel 2012 nei contenitori alimentari), gli ftalati (altri plastificanti), i PCB (policlorobifenili massivamente utilizzati nei trasformatori elettrici o come fluido termoconduttore. La loro fabbricazione e’ vietata dal 1987) e i pesticidi (prodotti utilizzati in agricoltura e in casa per liberarsi di fauna e flora dannosa o indesiderabile).
Effetto cocktail
I risultati sono inappellabili. Queste sette “cavie” hanno nel corpo tutte le famiglie dei prodotti analizzati. Tra 36 e 38 perturbatori endocrini a persona sono stati trovati nei loro capelli. Géneration future denuncia “l’effetto cocktail” di questi perturbatori. “Se due sostanze, prese isolatamente, possono essere debolmente attive, possono diventare molto piu’ tossiche una volta che si mescolano”.
Con 68 perturbatori rilevati, la navigatrice Isabelle Autissier prende il ruolo di “bad girl”, secondo le sue stesse parole. Perche’ anche se la presidente di WWF France assicura che mangiare bio e fare le proprie pulizie con l’aceto bianco, per esempio, i risultati dipendono comunque dalla condotta di vita. “Per quindici anni, io ho frequentato cantieri di costruzioni navali dove ho passato il tempo a toccare dei prodotti che avevano un teschio sulla confezione”. Con 36 perturbatori endocrini, l’ex-ministro dell’Ecologia, Delphine Bath, e’ la piu’ risparmiosa per queste sostanze. “L’urgenza e’ per le donne incinte, i bambini e gli adolescenti che sono tutti soggetti piu’ vulnerabili”.
Il prossimo 28 febbraio, la Commissione europea porra’ nuovamente al voto la sua molto controversa definizione di perturbatori endocrini. Il 21 dicembre, diversi Stati membri si erano opposti ai criteri proposti, obbligando la Commissione a rivedere il proprio testo. Géneration future fa appello a tutti i governi nazionali perche’ respingano nuovamente la proposta nella forma attuale e chiede, secondo le parole di Francois Veillerette, “dei cambiamenti maggiori per vigilare in modo che i perturbatori endocrini gia’ scoperti, probabili o presunti ai quali noi siamo esposti, siano identificati come tali e quindi ne sia vietato l'uso, come era previsto nella legislazione europea votata nel 2009”.

(articolo di Estelle Pattée, pubblicato sul quotidiano Libération del 24/02/2017)
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