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Ru486 e il silenzio dei medici
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Articolo di Pietro Yates Moretti
26 novembre 2009 13:16
 
Sulla pillola abortiva Ru486 -ma anche sul testamento biologico, sulla riduzione del danno da sostanze stupefacenti, sulla ricerca scientifica- si può oggi dire tutto e il contrario di tutto. Non c'è più alcuna responsabilizzazione, nessuna verità. I medici e gli scienziati, con rare eccezioni, tacciono. Nessuna organizzazione medica ha avuto il coraggio di farsi forte della verità, quella verità basata sull'evidenza scientifica che i colleghi di tutto il mondo hanno faticosamente ricostruito con decenni di studi e esperienza clinica.
Le organizzazioni mediche hanno abdicato al loro ruolo, limitandosi a difendere i propri interessi corporativi. Non c'è quindi da stupirsi se una banale procedura di mutuo riconoscimento di un farmaco sicuro ed efficace come la Ru486 può impunemente diventare terreno esclusivo di caciara politica. Ovviamente è un gioco che si può fare solo in Italia, perché in Europa conta ancora il metodo scientifico. Il Governo sa bene di non avere alcuna chance di prevalere sugli esperti e i tecnici dei 21 Paesi europei che hanno gia' immesso in commercio la pillola abortiva. E questo perché, al contrario degli ordini italiani, all'estero la professione medica ha ancora una sua dignità e integrità, e mette al centro il paziente. Quello che sta accadendo sulla Ru486 oggi scatenerebbe proteste e scioperi in qualsiasi altro Paese. Da noi, dove gli ordini sono vere e proprie corporazioni para-statali, e' impossibile aspettarsi qualcosa di più di un imbarazzato silenzio. E così la maggioranza e il Governo possono permettersi di promuovere una crociata già persa in partenza: guadagnano l'apprezzamento e il sostegno del Vaticano, senza doverne rendere conto agli elettori a cui nessuno spiega come stanno effettivamente le cose.

AGGIORNAMENTO. Poche ore dopo la pubblicazione di questo articolo, è uscita per la prima volta una dichiarazione -seppur 'a titolo personale'- di una organizzazione medica.  "La Ru486, dal punto di vista scientifico, e' uno strumento per l'interruzione di gravidanza come gli altri di tipo chirurgico. E' un metodo sicuro usato in molti Paesi europei. Ma mi aspettavo che avrebbe incontrato delle difficolta' e ostacoli la sua introduzione in Italia". A dirlo e' Raffaella Michieli, segretario nazionale della Societa' italiana di medicina generale (Simg), commentando 'a titolo personale' la richiesta di stop alla procedura per l'immissione a commercio della pillola abortiva votata dalla Commissione Igiene e sanita' del Senato.
"Tra i medici di famiglia della societa' scientifica - sottolinea ancora Michieli - ci sono sensibilita' molto diverse e non ci sono pareri uniformi su alcuni temi bioetica". La Ru486, per Michieli, "e' solo un modo di rendere piu' facile una pratica che e' sempre e comunque dannosa e drammatica per la donna. L'interruzione volontaria di gravidanza non mai una scelta contraccettiva, per nessuna. E' una scelta disperata". La Ru486 "e' solo uno strumento che, credo, dovrebbe essere usato", conclude.
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