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Si consolida la curatela speciale minori in Bielorussia - 6
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Articolo di Isabella Cusanno
4 agosto 2012 14:13
 
Ormai non c’è alcun dubbio che la curatela speciale, quella che in Italia si instaura tramite atto notarile e con riferimento alla gestione patrimoniale del bene donato ad un minore, ha trovato piena comprensione e piena rispondenza in Bielorussia.
Anche in occasione di un contenzioso amministrativo provocato dall'opposizione da parte del direttore di un orfanotrofio bielorusso al proseguimento della curatela speciale, il comitato esecutivo regionale competente per territorio ha confermato sia la validità della donazione che del ruolo del curatore speciale italiano all’interno dell’ordinamento bielorusso.
Inoltre il medesimo comitato esecutivo ha specificato che un mancato assenso o una revoca di questo alla donazione medesima avrebbe comportato, da parte del direttore dell’orfanotrofio, una lesione dei diritti e degli interessi patrimoniali del minore, con ogni espressa conseguenza di legge.
La normativa bielorussa in questo campo è esplicita: nessun incremento al patrimonio del minore può essere rifiutato, mentre le dismissioni patrimoniali sono oggetto di verifica da parte dell’autorità tutoria, ossia l’autorità a cui è sottoposto il gestore della potestà genitoriale, prima di poter essere compiute.
La strada che avevamo tracciato negli articoli precedenti (*) e relativa alla realizzazione di una sempre più stretta collaborazione tra cittadini italiani e autorità bielorusse nel campo della tutela dei minori, si fa sempre meno teorica e più concreta.
La collaborazione tra curatore speciale italiano e direttore dell’orfanotrofio bielorusso è ormai una questione consolidata, anche se ovviamente saranno sempre possibile altri fraintendimenti o equivoci che andranno risolti alla luce del diritto comparato e della pazienza intelligente.
E non solo la collaborazione. La stessa facoltà di costituire un reddito, e di realizzare e curare lo stesso in favore del minore, è stata assicurata dalla medesima pronuncia.
Allo stesso modo viene riconosciuto al curatore speciale il diritto ad un rapporto costante e diretto con il bambino, nel rispetto dell’interesse economico, dell’equilibrio psicologico ed affettivo del minore.
Sono determinanti passi avanti che spesso vengono fatti in sordina e devono essere riconosciuti con cura nel caos di ogni difficoltà che visioni miopi o malamente interessate vorrebbero far prevalere sulla logica giuridica e sul buon senso umano.
E’ molto importante riuscire a contrapporre raziocinio e saggezza al sovrapporsi dei flutti viscerali del non senso, quella marea di indistinto che spesso sconvolge disegni e progetti degli uomini di buona volontà.
A comportamenti di scarsa qualità umana, al limite del lecito, o addirittura assolutamente illeciti, che violano ogni norma, e che negano le logiche più elementari, o che respingono perfino le comuni esperienze, e dimenticano quanto si è fatto insieme in passato, bisogna rispondere in un solo modo: con la profonda convinzione dei propri diritti e nella assoluta volontà di non recedere da essi.
Bisogna manifestare apertamente la paziente tenacia che individua prati fioriti nei fondi del mare, che al dilagante fluire dell’odio e dell’ossessione irrazionale risponde con la forza dell’acciaio della rete che trae in salvo i tesori che l’onda occulta.
Bisogna manifestare quella determinazione che nasce dalla consapevolezza di stare operando in forza del diritto e per i diritti di tutti, senza strappi, riempiendo di lucidità gli abissi che vengono spalancati all’improvviso.
A questo punto il prossimo passo è, in Bielorussia, ottenere le curatele internazionali di cittadini italiani in favore di minori bielorussi. Ed è su questo che ora stiamo operando, augurandoci che ci si renda conto di quanto sia importante il conseguimento di questo risultato per la crescita di un rapporto concreto di solidarietà, al di là delle barriere e delle frontiere.

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