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ABOLIRE LE PROVINCE E ISTITUIRE LE AREE METROPOLITANE
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Comunicato 
14 agosto 2006 0:00
 

Roma, 14 Agosto 2006. La proposta del vicedirettore de Il Sole24ore, Gianfranco Fabi, di abolire le Province ha il senso della provocazione, al pari di un sasso lanciato nello stagno della politica-politicista. Purtroppo si e' creata qualche onda, peraltro immediatamente assorbita. Eppure e' quel che si dovrebbe fare contestualmente all'istituzione delle Aree metropolitane. La legge che ne stabiliva la nascita, la n.142 del 1990 e successive modifiche, non e' stata mai attuata, nondimeno e' una delle poche buone leggi varate nel decennio scorso. La norma prevede che alcune aree, caratterizzate da insediamenti che abbiano rapporti di stretta integrazione in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali alla vita sociale, nonche' alle relazioni culturali e alle caratteristiche territoriali e facenti capo a citta' di medie-grandi dimensioni, assumano una nuova dimensione politico-amministrativa. Apriti cielo! Si vogliono eliminare comuni che hanno il solo cartello stradale che li differenzia? Giammai! Cosi' citta' come Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia, Palermo, Catania, Messina, Cagliari e Trieste sono rimaste strette nei loro confini, con l'impossibilita' di ben governare agglomerati contigui e omogenei. Il ben governare agevola il cittadino, fare nuove Province serve al ceto politico locale e ad altri in cerca di ricollocazione. Siamo passati dalle 92 Province degli anni '60 alle 110 attuali, il che ha solo complicato la vita del cittadino e aumentato i costi della pubblica amministrazione. Istituire le Aree metropolitane significa rivedere l'attuale assetto delle Province: infatti, che senso avrebbe varare l'Area metropolitana di Roma e mantenere in piedi la Provincia di Roma? Verrebbe automatico accorpare le province limitrofe; anzi, ci si potrebbe chiedere a cosa serva la regione Lazio, quando il viterbese potrebbe essere accorpato alla Toscana, il reatino e parte del frusinate all'Abruzzo-Molise, il rimanente alla Campania. Si potrebbe continuare cosi' fino ad eliminare le Province, unificare alcune Regioni e proseguire per aree omogenee europee. Piano sovversivo? No, funzionale ai cittadini.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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