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ABORTI IN DIMINUZIONE. INFORMARE E SEMPLIFICARE SONO LE CARTI VINCENTI. E ORA LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO SENZA RICETTA E L'INTRODUZIONE DELLA PILLOLA ABORTIVA RU486
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Comunicato 
9 agosto 2004 0:00
 

Firenze, 9 Agosto 2004. I dati preliminari 2003 raccolti dalle Regioni con l'Istituto Superiore di Sanita' e il dipartimento per la prevenzione del ministero della Salute, mostrano un calo dell'1% nel ricorso all'aborto rispetto al 2002, 132.795 rispetto a 134.106.
Un dato che non puo' che fare sperare ancora in meglio, e che sembra miracoloso visti i limiti imposti dalla legge e il blocco cultural-ideologico che, per esempio nella scuola dell'obbligo fin dai primi anni, rende la materia un tabu'. Se consideriamo che il tasso abortivo e' di circa il 10 per mille in generale, e del 30 per mille nelle donne extracomunitarie, vuol dire che mediamente le donne piu' informate (e le italiane lo sono sicuramente rispetto alle extracomunitarie) sono molto piu' attente e previdenti.
Sicuramente nei prossimi anni le donne extracomunitarie aumenteranno sul nostro territorio, e se la situazione non viene modificata rispetto all'attuale, e' molto probabile che il tasso di abortivita' schizzera' ancora piu' in alto.
Lasciamo stare per il momento una riforma dell'attuale legge, pur se levando l'ostacolo del consenso del medico piuttosto che la semplice volonta' della donna sarebbe un grosso passo in avanti, perche' in clima di proposte bizzarre come quella del sen.Antonio Gentile (far pagare il secondo aborto al 50% e dal terzo al 100%) si correrebbe il rischio di aprire ancor di piu' le porte di una clandestinita' pronta ad offrire interventi ad un prezzo molto inferiore di quello della struttura pubblica.
A nostro avviso e' opportuno lavorare molto sull'informazione preventiva e sui sistemi di semplificazione della prevenzione e dell'intervento in se'.
La pillola del giorno dopo, che e' un contraccettivo d'emergenza e non una pillola abortiva, oggi e' venduta in farmacia dietro presentazione di ricetta medica: un ostacolo a farne uso per molte donne, soprattutto minorenni o che vivono ancora in famiglia. La sua vendita libera (come in Gran Bretagna e Francia) impedirebbe non pochi aborti soprattutto tra le giovanissime (che, sotto i venti anni, oggi abortiscono ogni 5 su mille).
L'introduzione della pillola abortiva RU486, affiancata all'attuale metodo Karman di aspirazione, facendo scegliere alla paziente se sottoporsi ad un aborto farmacologico o chirurgico, farebbe risparmiare il Servizio Sanitario Pubblico fino anche a dieci volte meno rispetto ai costi attuali, oltre a rendere meno traumatico l'intervento abortivo in se'.
Tutte decisioni che non prevedono un intervento legislativo, ma solo una decisione ministeriale. Il ministro Girolamo Sirchia, pur nel suo affrettato riscontro positivo sulla proposta del senatore Gentile, ha le competenze -anche mediche- per comprendere che quanto chiediamo non e' un invito al ricorso a "go-go" per l'aborto, da parte di donne -come le vede il sen. Gentile- che bramano di praticarlo. Ma un miglioramento della prevenzione, una umanizzazione dell'intervento e un suo ridimensionamento economico.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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