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Aduc osservatorio Lecce – Situazione carcere: dalla Procura inaspettata sottovalutazione del problema
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Comunicato di Alessandro Gallucci
24 luglio 2010 15:28
 
 «Abbiamo analizzato la questione in un paio di riunioni. Non e’ emerso nulla di cosi’ allarmante da prospettare l'emergenza». Destano sorpresa le parole del Procuratore capo della Repubblica apparse sulla stampa locale negli scorsi giorni in relazione alla situazione del carcere di Lecce. Il rischio e’ che sminuendo la portata del problema si sottovaluti la gravita’ della situazione.
Sono mesi che gli avvocati, il Sappe e tutti gli addetti ai lavori sottolineano le disastrose condizioni in cui i detenuti sono costretti a vivere ed i poliziotti a lavorare. Una condizione che definire disumana e’ eufemistico. Solo il dato del sovraffollamento dovrebbe dire tutto: 1.400 persone dove ce ne potrebbero essere 660 e un organico di polizia penitenziaria sottodimensionato rispetto all’attuale popolazione carceraria. I dati sui suicidi, sono allarmanti: alla meta’ del 2010 sono due e solo nel carcere di Lecce mentre nel 2009 i decessi sono stati 3 ma in tutti gli istituti penitenziari della Regione. Le descrizioni delle condizioni di vita in carcere sono agghiaccianti: spesso manca l’acqua, lo spazio per ogni persona e’ ridotto all’inaccettabile. Gli scontri tra detenuti e agenti con feriti da entrambe le parti sono quotidiani. Minimizzare il tutto dicendo che la situazione e’ sotto controllo ci pare quanto meno avventato. Spesso proprio per la materia di cui si parla, l’opinione pubblica e’ portata a credere che in fondo il carcerato non abbia diritto ad essere considerato come un essere umano al pari degli altri. Le cose non stanno cosi’. Noi siamo garantisti. Esserlo significa pretendere il rispetto delle regole in ogni situazione, facendo in modo che tutto cio’ non si traduca in un mero esercizio di stile buono solo per attirare l’attenzione. Sulle carceri la Costituzione e le leggi ordinarie sono chiare e precise. Il detenuto deve scontare la pena, com’e’ giusto che sia e per il tempo che gli e’ stata comminata, senza che pero’ essa sia contraria al senso dell’umanita’ e avendo sempre in mente che la stessa deve tendere alla sua rieducazione. Il carcere di Lecce non deve essere un’eccezione ai piu’ elementari principi di diritto. L’auspicio e’ che anche le piu’ alte istituzioni s’impegnino per fare in modo che cio’ sia possibile. Nascondere la realta’ dei fatti non giova a nessuno.
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