Dopo i soldi "rubati" alla ricerca scientifica per una piu' lenta decomposizione della "compagnia di bandiera" (i 500 milioni bocciati anche da Bruxelles),
un altro goffo tentativo del Governo per mantenere in vita Alitalia, viene denunciato come foriero di costi esclusivamente per i consumatori. L'Antitrust ha inviato a Governo e Parlamento una segnalazione in cui fa sapere che "le recenti modifiche governative in tema di concessioni autostradali restringono i gia' ridotti spazi per la concorrenza nella gestione delle infrastrutture autostradali"; la convenzione tra Anas e Societa' Autostrade per la costruzione e la gestione di nuove tratte autostradali, scavalchera' il ricorso a procedure ad evidenza pubblica; inoltre le tariffe potranno essere aumentate del 70% del tasso inflattivo e non anche, com'e' oggi, rispetto ad aumento di produttivita' e qualita' del servizio, meccanismo che porta a tariffe piu' basse per i consumatori.
E' bene ricordare che questo provvedimento del Governo e' un regalo a Benetton (Autostrade spa) che, insieme a Air One e al ministero dell'Economia sarebbe nella cordata della societa' che dovrebbe rilevare l'Alitalia.
Oltre alla conferma dell'Antitrust,
a dare vigore alla nostra campagna "Vola Alitalia e paga l'Italia" (1) per la chiusura di questo vettore, si aggiunge oggi anche
l'opinione di Marco Ponti, professore di economia dei trasporti al Politecnico di Milano e collaboratore de Lavoce.info (2), che ritiene il fallimento di questa compagnia una soluzione preferibile per il Paese, i contribuenti e Malpensa; soprattutto perche' l'alleanza con Air One, a vocazione minoritaria e con molti debiti, sarebbe un disastro.
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