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Comunicato
4 aprile 2007 0:00
Roma, 4 Aprile 2007. Non si accorgono del ridicolo. Parliamo della Commissione Antimafia che ha varato il Codice di autoregolamentazione per le candidature alle elezioni amministrative: chi e' rinviato a giudizio non potra' candidarsi. Chiusi nelle dorate stanze parlamentari i commissari non si accorgono della realta' che li circonda ed elucubrano concetti astratti. Dovrebbero guardare la trave nei propri occhi prima di andare a cercare travi o fuscelli in quelli degli altri. Vediamo il perche'.
1. In seno alla commissione ci sono due componenti condannati per tangenti e corruzione, quindi le regole dovrebbero valere per tutti, non solo per i candidati alle amministrative ma anche per quelli al Parlamento. Di conseguenza la Commissione, per coerenza, dovrebbe invitare i due commissari a dimettersi.
2. Il codice e' di autoregolamentazione, il che significa che e' lasciata alla discrezionalita' dei partiti la valutazione dei pesi giudiziari dei candidati.
3. Il cittadino e' innocente fino a prova del contrario. Il rinvio a giudizio non e' condanna.
4. Si mette in mano ad un ordinamento statale, la magistratura, la possibilita' di influire sulle candidature.
Insomma, fumo negli occhi. Non sappiamo cosa faccia la Commissione Antimafia, da decenni istituita, ma se questa e' la qualita' del lavoro prodotto, e' bene che si sciolga.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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