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AUMENTO PREZZI E RIMEDI. LA DERIVA PROTEZIONISTA E CLIENTELARE DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE. LIBERALIZZARE!!
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Comunicato 
30 dicembre 2007 0:00
 

Firenze, 30 Dicembre 2007. Il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha reso pubblici sei punti che per lui sarebbero importanti per far fronte all'aumento dei prezzi. Purtroppo l'ipotesi del nostro ministro e' disastrosa, e lo diciamo auspicando che chiunque abbia poteri di Governo si faccia avanti, ma evitando una improponibile quanto irreale lista della spesa dettata da interessi di partito e retaggio di monopoli. Per questo apostrofiamo le proposte di Pecoraro Scanio come protezioniste e clientelari.
Vediamole.
1 - "Nominare subito Mr Prezzi, ampliando i poteri e dando l'incarico all'attuale presidente dell'associazione dei risparmiatori Adusbef". Evidentemente il leader del partito dei Verdi ha un conto aperto con questa associazione che, alle scorse politiche, si era buttata anima e corpo per far eleggere il proprio presidente nella lista dei Verdi e non ci era riuscita. E il conto decide di farlo pagare ai contribuenti che dovrebbero finanziare un Mister Prezzi che non servira' a niente, perche' doppione di strutture gia' esistenti che gia' monitorano il mercato in lungo e in largo con risultati, sulla diminuzione dei prezzi, uguali allo zero (1).
2 - "Intervenire sulle banche facendo rispettare l'obbligo di allineamento tra l'aumento del costo del denaro e l'aumento degli interessi per i correntisti". Se questo obbligo c'e' gia', dove sarebbe la novita'? E' solo un appello al rispetto delle norme o il ministro auspica un settore in cui non ci sia concorrenza, dove tutte le banche hanno i medesimi tassi negativi e positivi per i risparmiatori?
3 - "un'azione sulle assicurazioni, perche' e' paradossale che ad una diminuzione dell'incidentalita' legata alla patente a punti non sia corrisposta una riduzione delle tariffe". E quale sarebbe questa azione? Imporre livelli tariffari? Il ministro non ha valutato che il mercato Rc-auto e' drogato dal fatto che ci sia un obbligo ad assicurarsi e un mercato libero delle offerte; quindi o leva la liberta' di mercato nelle offerte o leva l'obbligo ad assicurarsi: le liberta' vanno d'accordo solo con altre liberta', altrimenti vengono generati mostri economici e relative proposte inesistenti come quella di Pecoraro Scanio.
4 - "Assicurare spazi nei mercati per la vendita diretta, come previsto dalla Finanziaria, da parte dei produttori agricoli che puo' avere benefici sia sulla riduzione dei prezzi che sull'agricoltura". Come, il nostro ministro non lo dice, ma crediamo non abbia preso in considerazione che l'unica formula e' la deregolamentazione e liberalizzazione di licenze e orari.
5 - "l'Authority per l'Energia avvii una seria indagine sul perche' l'euro forte non abbia generato benefici per i consumatori sul costo dei carburanti, dell'elettricita' e del gas". E dopo che ci sara' stata questa indagine e si sara' scoperto che l'euro non conta nulla perche' tutto sottosta' alla logica e alla mobilita' del dollaro Usa, cosa ne avra' ricavato? Il ministro teme di dire che l'unica soluzione e' la liberalizzazione (non finta come l'attuale) e la detassazione?
6 -
"Intervenire sulla casa e sui mutui, congelando gli aumenti dei tassi variabili; accentuare la deducibilita' delle spese degli affitti, in particolare per i genitori che hanno figli fuori sede, in particolare per motivi di studio". E quale sarebbe la giustificazione economica di questo congelamento, oltre allo Stato (e non il mercato) che decide quanto e chi ci deve guadagnare su un'operazione finanziaria? Il ministro auspica un sistema creditizio unico nazionale? Si rende conto Pecoraro Scanio di cosa sta dicendo? Infine, siamo d'accordo sulla deducibilita' fiscale degli affitti, pur rilevando il dato molto marginale che invece il nostro ministro pone sugli studenti fuori sede.
Per concludere, ci domandiamo e domandiamo al ministro: alla prossima riunione del Consigli dei ministri porra' la questione, magari in termini netti come fa il senatore Lamberto Dini in questi giorni, oppure quanto ha detto e' la strenna di fine anno che, come i discorsi dei politici durante le feste, li' vengono detti e li' rimangono... e cosi' auspichiamo perche' altrimenti sarebbe veramente un disastro per l'economia e le tasche dei contribuenti.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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