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Banda larga. Favorire la territorialita' delle aziende serve solo a far rimettere soldi all'utente/contribuente. Il caso Nettare in Toscana
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Comunicato 
12 gennaio 2010 14:52
 
L'azienda Nettare con sede in provincia di Pisa, grazie al fatto di essere toscana, ha ricevuto finanziamenti dalla giunta regionale Toscana per fornire banda larga nelle province di Livorno e Pisa, in quelle zone non coperte da Telecom. E' di questi giorni la notizia che questo operatore di telecomunicazioni versa in difficolta' e il servizio, come appurato dalla stessa Regione, e' talmente scadente che e' in vista una rescissione della convenzione.
Una abituale storia di ordinaria incapacita' dei nostri amministratori nel prevedere e indirizzare bene i fondi pubblici? In questo caso, 20 milioni di euro previsti per l'avanzamento della banda larga nelle zone rurali?
Si', ma non solo. C'e' qualcuno, infatti, che da questa vicenda ne esce penalizzato tre volte, cioe' il cittadino utente e contribuente:
1 – i soldi della Regione spesi male sono soldi di tutti i contribuenti;
2 – Nettare faceva sottoscrivere contratti a lungo termine, con pagamento anticipato e rateizzato con l'intervento di una finanziaria. Verso cui le rate vanno onorate anche in assenza del servizio. Ovviamente gli utenti potranno pretendere i soldi indietro da Nettare... ma chi fara' causa per qualche centinaio di euro ad una societa' che non ha piu' soldi?
3 – la banda larga, su cui tutte le imprese basano il loro business, non solo continua ad essere un miraggio ma, per chi ha dato fiducia a Nettare investendo sulla sua presenza, e' diventata un danno economico presente e futuro.

La Regione, nel redigere il bando di finanziamento aveva inteso 'favorire' le aziende toscane (in molte province e' risultata vincitrice Eutelia, azienda aretina tristemente nota a livello nazionale per le vicende dei call center).
Il risultato e' quello che abbiamo visto.
Evidentemente non sono servite lezioni come quelle di:
- Alitalia, per la cui italianita' sono stati spesi miliardi di euro col risultato di un vettore fuori mercato;
- Telecom Italia, per preservare l'italianita' della Rete si stanno perdendo diverse occasioni e il monopolio sostanziale continua ad essere di questo gestore.

Comunque, visto lo stato di degrado e di pessima diffusione della banda larga sul territorio toscano, e non solo, al danno finora provocato la Regione ha ancora qualche possibilita' per rimediarvi: faccia tesoro di quanto accaduto e metta al primo posto dei propri investimenti il cittadino/utente piuttosto che aziende che, per il solo fatto di essere toscane, dovrebbero diventare automaticamente in grado di soddisfare le domande del settore.

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Riceviamo e pubblichiamo una richiesta di rettifica da parte di Eutelia, unitamente ad un nostro breve commento.

Buongiorno,
ai sensi dell'art. 42 Legge 416/81, si chiede la rettifica di quanto apparso sul sito in data 13 gennaio u.s. nell'articolo titolato "Banda larga: Favorire la territorialità delle aziende serve solo a far rimettere soldi all'utente/contribuente" (che si allega per memoria).
Nel suddetto articolo, facendo riferimento al Bando Regione Toscana per la copertura in banda larga di territori, si cita "in molte province è risultata vincitrice Eutelia, azienda aretina tristemente nota a livello nazionale per le vicende dei call center".
Eutelia non ha nulla a che fare con le "vicende dei call center": riteniamo che ci si volesse riferire al Gruppo Omega con cui Eutelia ha avuto un unico contatto per la cessione di un ramo di azienda (che non riguarda comunque i call center).
Preme inoltre precisare che Eutelia sta portando avanti il progetto Banda Larga Regione Toscana con professionalità e rispetto dei dettami del bando, affrontando con la Regione stessa eventuali difficoltà e/o imprevisti che sono fisiologici in imprese così complesse quale è l'abbattimento del digital divide in territori orograficamente difficilissimi.
Vi preghiamo di darci evidenza della rettifica, ringraziando anticipatamente.
Valentina D'Anna - Eutelia S.p.A - Board of Directors - Affari Istituzionali e Societari - Rapporti con la Stampa
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Aduc pubblica tutto, anche le puntualizzazione che non mutano la sostanza.
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