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Crocifisso a scuola. Prefetto di Verona accoglie motivazioni Aduc e -per ora- chiede a Sindaco San Bonifacio di rivedere l'ordinanza che multa chi non lo espone
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Comunicato di Vincenzo Donvito
12 dicembre 2009 14:45
 
Il prefetto di Verona, Perla Stancari, ha scritto al Sindaco di San Bonifacio (Vr) una lettera in cui fa presente che l'ordinanza con cui si prevede una multa di 500 euro per chi non espone il crocifisso non e' in riga con regole e competenze specifiche del suo mandato.
L'ordinanza del Comune della provincia di Verona aveva voluto rispondere polemicamente ad una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che, in seguito a ricorso di una famiglia della provincia di Padova, aveva dichiarato illegittima la presenza del crocifisso nella scuola. L'ordinanza del Sindaco Antonio Casu impone che “Tutte le scuole, materne, elementari e medie, dovranno avere esposto in ogni aula il crocifisso”, pena la multa.
Su questo nelle scorse settimane, con l'assistenza dell'avv. Osvaldo Pettene, abbiamo presentato un ricorso al Prefetto in cui, indipendentemente dal merito della sentenza di Strasburgo, abbiamo evidenziato come queste ordinanze costituiscono una chiara violazione della legge su cui dicono di basarsi. Il cosiddetto 'pacchetto sicurezza' consente al Sindaco di adottare provvedimenti anche contingibili ed urgenti, ma solo "al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana". A noi non sembra che l'ordine di esposizione o di non rimozione di un simbolo religioso da un edificio -pubblico o privato che sia- si possa ritenere a tutela dell’incolumita' pubblica e della sicurezza urbana; di conseguenza tali ordinanze sarebbero viziate da incompetenza.
Come riporta oggi il quotidiano “Corriere del Veneto”, il Prefetto pur non revocando il provvedimento ha messo nero su bianco i motivi per i quali non e' regolare. “Ci sono delle perplessita' per quanto riguarda il riferimento al pacchetto sicurezza che viene fatto nell’ordinanza”. Le contestazioni sono due:
- la prima e' di tipo procedurale. L’articolo 54 del decreto sicurezza prevede che prima di varare l’ordinanza, il Sindaco avrebbe dovuto informare la prefettura, cosa che non ha fatto;
- la seconda ricorda che sempre questo articolo 54 fissa gli ambiti ai quali devono fare riferimento le ordinanze che si richiamano al pacchetto sicurezza. I provvedimenti per essere in regola devono intervenire per arginare “situazioni di degrado o criminose, danneggiamenti, occupazioni abusive e situazioni che pregiudichino il decoro urbano”. Nessun riferimento ai simboli religiosi.
Secondo il Prefetto Stancari, quindi, non ci sarebbero gli estremi per giudicare la presenza o meno dei crocifissi nelle scuole un 'grave pericolo' per i residenti di San Bonifacio, tantomeno per la loro incolumita' e sicurezza. “Non sospendo l’ordinanza -dice il Prefetto- ma mi aspetto che il Sindaco valuti quanto ho indicato e decida come intervenire. La mia non e' certo una battaglia a favore della decisione presa dalla Corte europea, ma mi permetto solo di ricordare che lo Stato italiano e' gia' intervenuto sulla vicenda, presentando appello contro la sentenza”.
Per l'appunto quello che avevamo detto noi nel ricorso.
In merito, invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore lo Stato di diritto a fare altrettanto, anche perche' le nostre motivazioni, con basi giuridiche precise, possono essere ascoltate e prese in considerazione. Abbiamo percio' preparato alla bisogna una modulistica da utilizzare per tutti quei Comuni in cui si e' fatto e si sta facendo come in provincia di Verona.
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