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EUTANASIA. IN ITALIA POTREBBE ESSERE STATA PRATICATA SU OLTRE 4 MILA NEONATI
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Comunicato 
13 novembre 2006 0:00
 

Firenze, 13 Novembre 2006. Dopo l'apertura della Chiesa Anglicana all'eutanasia per i neonati gravemente malati, e' intervenuto il cardinale Javier Lozano Barragan, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, il quale ha detto che la Chiesa Cattolica e' contraria all'eutanasia. L'eutanasia, per Barragan, e' un'azione o omissione diretta ad estinguere una vita". Come prevedibile, sono moltissime le voci che dalla politica si levano a fianco della Chiesa Cattolica.
Si rifletta, pero', su questi dati che riguardano i reparti di neonatologia italiani:
- 420 neonati sono deceduti a seguito dell'interruzione della respirazione artificiale;
- a 30 neonati e' stata praticata una iniezione di farmaci con l'intenzione di terminare la vita;
- a 675 neonati non e' stato somministrato alcun trattamento di sostentamento vitale;
- a 780 neonati non sono state praticate manovre di rianimazione;
- a 1170 neonati non sono stati somministrati trattamenti necessari ai fini dell'allungamento della vita;
- a 510 neonati non sono stati somministrati farmaci salva-vita;
- a 480 neonati sono stati somministrati farmaci per alleviare il dolore anche se potenzialmente letali.
Questi dati emergono da una indagine pubblicata dalla rivista "The Lancet" (355 (2000): 2112-18), in cui un campione di medici neonatologi dichiarava di aver praticato quanto sopra almeno una volta (il numero di casi, quindi, e' sicuramente piu' alto). Le cifre sono calcolate basandosi sul numero di neonatologi in Italia di cui siamo a conoscenza, circa 1500. E' da tener presente che il numero di situazioni in cui sono state prese decisioni simili sui neonati, e' sicuramente superiore, vista la reticenza (comprensibile) su una materia del genere, ed il fatto che questa indagine non riguarda medici di famiglia e pediatri. Nel contempo, e' possibile che alcuni di questi casi siano sovrapponibili: ad esempio, potrebbe essere stata somministrata una iniezione letale ad un neonato a cui era stata anche interrotta la respirazione artificiale.
Secondo la definizione di Barragan, si tratta di eutanasia in ognuno di questi casi, ovvero in Italia sarebbe stata praticata l'eutanasia almeno 4065 volte ("azioni o omissioni dirette ad estinguere una vita").
Ora chiediamo a tutti coloro che hanno ribadito la loro vicinanza alla dottrina cattolica di agire di conseguenza, condannando non tanto la Chiesa Anglicana, ma i neonatologi italiani. Lo facciano, ci permettiamo di suggerire, attraverso una indagine parlamentare sull'eutanasia clandestina, mirata a capire quanto questo fenomeno sia gia' estero in Italia.

Pietro Yates Moretti
Consigliere Aduc e responsabile del notiziario "Vivere & Morire" (clicca qui), dedicato ai temi dell'eutanasia e della liberta' terapeutica
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