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Comunicato
12 gennaio 2007 0:00
Roma, 12 Gennaio 2006. Di nuovo, ieri, il Papa, Benedetto XVI, e' intervenuto sul tema del matrimonio e delle coppie di fatto. Liberissimo il Papa -ci mancherebbe altro- di esprimere la posizione della Chiesa cattolica su questi temi, quello che non dovrebbe fare il Vicario di Cristo e' di "suggerire" al Parlamento italiano le modalita' di approvazione, o di attuazione o di una legge. Come per le modalita' di voto del referendum sulla legge 40/2004, si vuole interferire nei processi legislativi "imponendo" la propria posizione. Il Papa sa (almeno lo speriamo), che la famiglia e il matrimonio come supporto legale, non e' ne' un fatto naturale ne' universale, poiche' se cosi' fosse la sua definizione non dovrebbe variare nel tempo e nello spazio: la certezza dell'istituzione famiglia, cioe' dell'insieme di un uomo, di una donna e dei relativi figli, formalizzata dal matrimonio, dovrebbe essere condivisa da tutto il gruppo umano come legge di natura che escluda la possibilita' che ve ne siano altre. Non e' cosi', come la lettura di qualche testo di antropologia puo' dimostrare (1). E' il concetto che lorsignori hanno della famiglia che tentano di imporre alla societa'. Ma perderanno, cosi' come hanno perso battaglie storiche: quella, piu' recente, sul divorzio (appannaggio della Sacra Rota con la nullita' dei matrimoni) ma anche quelle antiche, come la collocazione della Terra al centro dell'Universo.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
(1) Vedasi: C. Levi-Strauss, The family; K. Gough, The origin of the family.
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