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GIUSTIZIA. MINISTRO LAMENTA NUMERO ECCESSIVO DI AVVOCATI? ABROGARE L'OBBLIGO DEL LEGALE E SEMPLIFICARE LE PROCEDURE
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Comunicato 
26 marzo 2007 0:00
 

Firenze, 26 Marzo 2007. Oggi il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha affermato che in Italia ci sono troppi avvocati, circa 180 mila (70-80mila in piu' che in Francia). Il ministro si chiede cosa non stia funzionando nel nostro Paese.
In Italia le procedure civili e penali rendono obbligatorio il ricorso all'avvocato. L'unica eccezione e' quella del Giudice di Pace in sede civile per cause sotto i 516 euro. Proprio per questo abbiamo proposto, con una pdl depositata dall'on. Donatella Poretti (Rnp), di abolire l'obbligo della difesa tecnica per tutti i ricorsi al Giudice di Pace in sede civile, fino a 16.000 euro. (1) Per tante piccole cause, sono molti i cittadini che sarebbero in grado di difendersi da soli, magari avvalendosi di una consulenza legale piuttosto che ingaggiare un avvocato per l'intera durata del procedimento. E' quello che avviene ad esempio negli Stati Uniti, dove l'espressione "diritto di difesa" -cosi' come piu' volte ribadito dalla Corte Suprema- significa anche diritto ad auto rappresentarsi ("pro se defensio").
Ma abolire l'obbligo dell'avvocato non e' che il primo passo! Si devono semplificare le procedure, in particolare quella civile, per dare la possibilita' al cittadino di esercitare questo diritto. Sempre negli Usa, sui siti dei tribunali e dei dipartimenti statali di Giustizia vi sono numerose guide al diritto e moduli scaricabili che spiegano al cittadino come difendere efficacemente i propri diritti da se stessi. Per i cittadini americani, insomma, e' normale presentarsi in giudizio senza avvocato per somme non elevate.
In Italia, invece, prevale il principio della procedura complicata, che solo un manzoniano azzeccagarbugli puo' efficacemente affrontare. Il cittadino, anche quando ha chiaramente ragione, rischia di perdere per non aver messo una virgola al posto giusto. Insomma, la procedura non e' il mezzo per la difesa di un diritto, ma un vero e proprio ostacolo.
Ci auguriamo che il ministro Mastella voglia riflettere su questo, magari facendo propria la nostra proposta di legge nell'ambito del suo disegno di riforma.

Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc

(1) Qui il testo della proposta di legge: clicca qui
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