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Indennita' parlamentari. Ridurle? No aumentarle! Ci si comprano le sigarette
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Comunicato di Primo Mastrantoni
22 luglio 2010 11:06
 
 Ridurre le indennita' parlamentari? No, aumentarle! Una provocazione? Vediamo.
Da subito informiamo che lo stipendio (indennita') netto dei deputati e' di 5.486,58 euro, un po' di piu' per i senatori, 5.613,59 euro al mese per 12 mensilita' (2). A questo si aggiungono le voci relative ai collaboratori e i rimborsi, che dovrebbero essere razionalizzate e rese trasparenti.
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti parla di intoccabilita' che e' stata toccata. Ricordiamo al ministro che, nel 2006, sotto il suo ministero, l'indennita' dei parlamentari e' stata ridotta del 10% e con l'attuale riduzione e blocco dell'adeguamento la diminuzione sara' di circa il 25%. Al ministro Tremonti vorremmo chiedere cosa ha fatto in 6 anni di ministero per diminuire l'evasione che ammonta a 120 miliardi (non milioni) di euro, cifra che, anche se parzialmente recuperata, avrebbe reso inutile i tagli per 25 miliardi prevista dalla manovra finanziaria. Il fumo non serve, vogliamo l'arrosto.
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, propone di estendere la riduzione a tutte gli emolumenti percepiti dai parlamentari. Noi proponiamo al presidente Fini altre azioni che comporterebbero minori spese per il contribuente italiano, incidendo in misura consistente sul debito statale. Quali? Per esempio abolire il cumulo della carica parlamentare con quella di altre istituzioni; proibire la possibilita' di esercitare altre professioni o presenza in enti pubblici e aziende private. Con l'indennita' questi parlamentari ci si comprano le sigarette. Le due proposte tendono a rendere efficiente il lavoro di deputati e senatori, riducono i costi e contribuiscono a razionalizzare i lavori parlamentari e del governo. In questo senso si possono aumentare le indennita', invece di diminuirle. Abolire le 110 Province (il governo Berlusconi l'aveva promesso) che costano 16,5 miliardi di euro all'anno per la gioia di 4.000 tra presidenti, assessori e consiglieri e scorno del contribuente. Abolire Enti e Agenzie inutili o doppioni, come ad esempio l'Enea o il Pra, le Comunita' montane e le Circoscrizioni municipali. Si pensi che solo a Roma ci sono 500 consiglieri municipali eletti nei 20 Municipi romani, che esprimono 20 Presidenti di Giunta, 80 Assessori (media), 20 Presidenti di Consiglio, 120 Commissioni municipali con i loro 120 Presidenti. Al tutto si aggiungono 60 consiglieri comunali, il sindaco e relativa giunta.
Questo e' l'arrosto. Il fumo serve solo ad annebbiare la vista.
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