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Internet e censura. Vittoria Aduc al tribunale di Viterbo. Il prezzo della liberta' di espressione
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Comunicato 
22 ottobre 2010 11:08
 
 Il Tribunale di Viterbo ha ribadito la vittoria che gia' l'Aduc aveva ottenuto in primo grado nella vicenda Megatrends (1). I giudici hanno ribadito -grazie agli avvocati dell'Aduc Emmanuela Bertucci e Claudia Moretti- che un sito Internet non e' assimilabile ad una testata giornalistica, per cui i responsabili non rispondono preventivamente dei contenuti dei forum a libero accesso; ne risponderebbero se, interpellati dai presunti diffamati, non rimuovessero contenuti che poi fossero ritenuti tali; ma non sono tenuti ad un intervento censorio preventivo. Nella fattispecie Megatrends, l'Aduc si era cosi' comportata, ma questa azienda, non soddisfatta, aveva preteso, pur essendo piu' volte direttamente intervenuta nel forum, l'eliminazione del forum stesso.
Si configura ancora una volta che Internet, e soprattutto i forum di discussione come quelli del sito dell'Aduc, abbiano bisogno di una normativa specifica. Normativa che oggi manca e che, caso per caso, facendo i vari censori riferimento a normative improprie, si riesce a sostituire solo con la giurisprudenza.
Ma a che prezzo? E fino a quando sara' possibile pagarlo?
Come piu' volte in passato, l'ennesima societa' ci ha citato in giudizio, sostenendo che i forum del nostro sito erano diffamatori nei loro confronti e che noi ne eravamo responsabili in quanto gestori del sito. Per l'ennesima volta ci siamo difesi, in due gradi di giudizio, sostenendo che i forum non contenevano espressioni diffamatorie e che Aduc aveva operato legittimamente.
Ancora una volta i giudici ci hanno dato ragione, in entrambi i gradi di giudizio.
E ancora una volta non hanno condannato la societa' alle spese, cosi' sanzionando il fatto stesso che Aduc lotti per la liberta' di espressione, che difenda la voce di chi scrive nei forum e i forum stessi.
Essere citati in giudizio per motivi inesistenti, dover pagare un avvocato che ci difenda, dover andare a Viterbo (come Padova, o come Catania, o Bari, ecc. ecc.) tre o quattro volte, e poi vedersi dare piena ragione senza che tutte le spese sostenute per quella battaglia siano rimborsate... di fatto consiste in una sconfitta. Se non nell'immediato, in un prossimo futuro.
Se va avanti questa situazione, la giurisprudenza diventera' sempre piu' inaccessibile. Se non si vuole correre il pericolo di trasformare il web in una “galera delle espressioni e delle opinioni”, con un'Aduc senza piu' energie economiche per impedirlo, sapra' e vorra' il legislatore farvi fronte? Sapra' e vorra' il Parlamento fare chiarezza e dettare leggi che siano riferimento per tutti, leggi intorno alle quali armonizzare i nuovi diritti e le nuove liberta' del web?
Qui la sentenza di Viterbo che ha confermato le nostre ragioni.
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