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LAVAVETRI FIORENTINI E TAR RSA. AMMINISTRARE SENZA CERTEZZA DEL DIRITTO E CON LE LEGGI DELLA GIUNGLA? NO GRAZIE
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Comunicato 
11 settembre 2007 0:00
 

Firenze, 11 Settembre 2007. Ci sono due vere e proprie mazzate che sono piombate sul collo degli attuali amministratori della citta' di Firenze, soprattutto nei confronti del Sindaco Leonardo Domenici e del suo assessore Graziano Cioni.
La prima e' sulle cronache di tutti i media di oggi e trovera' conferma nei prossimi giorni: la circolare con cui penalmente i lavavetri venivano allontanati dai semafori e i loro strumenti di lavoro sequestrati. Secondo il procuratore capo di Firenze, Ubaldo Nannucci, e' illegittima. Proprio come avevamo sostenuto noi nei giorni scorsi: il Comune ha competenze amministrative, non penali e, al massimo, a chi viola le ordinanze si puo' far pagare una multa ma non metterlo in galera. Per questo nei giorni scorsi abbiamo depositato, io e l'on. Donatella Poretti (Rnp), una richiesta di autorizzazione (1) a svolgere il lavoro di lavavetri, alla quale, se il Comune dara' -come probabile- risposta negativa, faremo ricorso al Tar e li' chiameremo Palazzo Vecchio a difendersi giudizialmente, cioe' a spiegare le motivazioni giuridiche delle loro decisioni e -secondo noi- a soccombere, cosi' come sostiene anche il procuratore Nannucci.
La seconda e' la sentenza del Tar della Toscana sulle Rsa (Residenze sanitarie assistite), su cui Sindaco e assessori interessati, per il momento, fanno scena muta. Il Tribunale amministrativo, su ricorso di un cittadino assistito da Aduc e dai nostri avvocati Emmanuela Bertucci e Claudia Moretti, ha sospeso il pagamento di una retta per il ricovero che prendeva in considerazione anche il reddito del genitore del paziente, dimezzandola perche' la legge dice il contrario di quanto sostiene il Comune di Firenze (in buona compagnia di moltissimi altri Comuni in Italia, tranne che in Piemonte [2]).
Cosa succede? Che un metodo di governo delle nostre citta' sta cominciando a fare acqua, mostrandosi arrogante e illegale. Se in apparenza c'e' un beneficio per i cittadini (quanti hanno plaudito all'ordinanza sui lavavetri...), questa e' per l'appunto solo un'apparenza: a lungo andare e' un metodo che si ritorce contro, gli amministratori e gli amministrati.. o forse qualcuno crede che si possa governare senza certezza dei diritti e delle pene? E sempre questo qualcuno crede che il problema dell'ordine pubblico sia rappresentato da alcuni lavavetri maleducati, arroganti e pretenziosi che ci infastidiscono ai semafori? Sicuramente sono uno degli aspetti di questo ordine pubblico, ma a nostro avviso marginale. Facciamo un esempio: e' un problema di ordine pubblico, anche molto grave, che in una citta' come Firenze si continui a lavare le strade di notte, obbligando i proprietari di automobili a parcheggiarle altrove, sempre in sosta vietata, sui marciapiedi e sulle aiuole dei giardini. Non e' criminale un'amministrazione che obbliga i suoi amministrati a violare la legge e senza alternativa come, per esempio, quei lavaggi, molto diffusi in tutta Europa, che non implicano la rimozione dei mezzi?
Inoltre, facendo pagare rette illegittime per il ricovero in Rsa, il Comune ne avra' probabilmente un vantaggio economico... ma e' cosi' che si alimentano le casse comunali? Mettendo i piedi in testa ai cittadini, in questo caso i piu' deboli?
I lavavetri si possono mandare via dai semafori senza inventarsi competenze penali che gli amministratori comunali non hanno. Gli anziani da ricoverare in Rsa potrebbero non costare alla comunita' se, per esempio, questi centri fossero gestiti in concorrenza da privati. Cioe' i metodi di governo dolce e legale ci sono, anche se piu' difficili, ma a nostro avviso migliori.. sempre se si voglia testimoniare verso i cittadini che la legalita' e' quella che paga, soprattutto da parte da chi ci amministra.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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