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Moschea a Firenze. Attenti agli errori di oggi, che’ Firenze e’ un punto di riferimento nel mondo
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Comunicato di Vincenzo Donvito
19 dicembre 2016 8:59
 
  Moschea a Firenze. Si’ o No? Si’, pero’. Si’, ma. E cosi’ proseguono i vari politici grazie anche al tentennare dell’amministrazione. E, ovviamente, si fanno avanti quelli che sembrano di aver capito tutto, ma che invece manifestano solo la propria grettezza culturale, politica, umana, sociale ed economica. Perche’ tanta veemenza? Ma perche’ forse cosi’ ci si fa intendere meglio e si finisce di girare intorno ad una questione che si vuole trasformare in problema e che invece -a nostro avviso- e’ tutt’altro che problema. Ce l’abbiamo in particolare con quelli che, per arrivare a concedere un qualche spazio per la moschea, tornano col ritornello del referendum. La moschea e’ diventato un problema perche’ i politici nostrano lo hanno fatto diventare tale! Di per se’ non lo e’, visto che la libera’ di culto e’ uno dei principi fondanti della nostra comunita’. E’ diventato problema perche’ i numerosi cittadini di fede musulmana non sanno dove andare a pregare e quindi si arrangiano, prendendo in affitto locali impropri soprattutto per la loro sicurezza, buttandosi per strada e nei giardini, facendo svolgere a questi ultimi funzioni tampone e creando disagio per tutti. E si arriva a politici che propongono un referendum, bene cosi’ avremo la citta’ divisa su una questione in cui e’ lo stesso concetto di divisione che non ha senso, altrimenti non avrebbe ragion d’essere la liberta’ individuale, la liberta’ d’espressione, la liberta’ di culto, la liberta’ economica, la liberta’ dell’educazione… insomma, non avrebbe senso la liberta’. I referendum hanno senso quando riguardano questioni di tutti i cittadini in rapporto coi codici. Con la questione moschea, quali codici dobbiamo rimettere in discussione? Nessuno, visto che ognuno e’ gia’ libero di credere nel proprio dio e gia’ la legge lo tutela per l’espressione di questo credo. Chi vuole il referendum lo fa solo per dare sfogo al suo odio di classe e religioso, quell’odio che dottamente si chiama xenofobia. La questione e’ solo tecnica ed organizzativa, anche e soprattutto per i musulmani che vogliono organizzarsi, che’ non sono capaci di farlo e che devono comunque far fronte ad ostracismi culturali. L’amministrazione, per i musulmani come per chiunque altro, deve svolgere la funzione di supporto alle loro scelte, non sostituirsi ad esse, che e’ per l’appunto cosa accadrebbe col referendum.
Firenze e’ una citta’ strapiena di aree pubbliche e private non utilizzate, vergogna per tutti e simbolo della mala-amministrazione. Basta farsi un giro nel centro citta’ e non solo. E quindi? Quindi: NIENTE! Ed ecco che si fanno avanti tutti i politici xenofobi coi loro “distinguo” e “differentio” per motivare referendum che ipotizzano di utilizzare per far crescere il loro consenso basata su ignoranza e zero visione del futuro.
Auspichiamo che la nostra amministrazione si dia una mossa, cosi’ gli alfieri della xenofobia parleranno solo a se stessi. Firenze non merita cosi’ tanta grettezza e arretratezza e conflitti. Firenze e’ un riferimento artistico e culturale nel mondo, la storia rinascimentale di questa citta’ e’ un punto di riferimento nel mondo. Perche’ non dobbiamo esserlo di nuovo, anche se siamo in notevole ritardo? Ne va della vivibilita’ umana, politica, culturale ed economica, di tutti, anche di quelli che vogliono il referendum.
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