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Orari negozi a Firenze e Toscana. L'etica dell'Unicoop e il mercato: virtu' sociale dei propri bilanci
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Comunicato di Vincenzo Donvito
3 febbraio 2010 10:42
 
Il presidente dell'Unicoop-Firenze (una potenza economica in tutta la Toscana e non solo), e' intervenuto in merito alle richieste di altre catene commerciali perche' sia piu' ampio l'orario di vendita rispetto all'attuale (12 ore al giorno piu' una domenica al mese e alcune feste piu' “spendacciose” tipo fine anno).
Turiddu Campaini ritiene che non sia etico aumentare gli orari di vendita e se la prende anche con gli outlet aperti la domenica e, stranamente, non se la prende con quella moltitudine di market e minimarket (questi ultimi gestiti quasi sempre da extracomunitari) che sono aperti quasi sempre e fino a tarda sera. Immaginiamo che, in perfetto stile 'political correct' abbia voluto evitare qualunque polemica con i commercianti extracomunitari e anche perche' la loro concorrenza e' decisamente infinetisimale.
Il capo dell'Unicoop ha sciorinato tutta la sua etica contro il consumismo, la distruzione delle famiglie e stili di vita che lui ritiene deplorevoli.
Noi crediamo che i motivi della sua contrarieta' siano altri e, grottescamente, siano stati mascherati dietro un argomentare da Stato etico. Che, per l'appunto, pretende di indicare ai propri sudditi cosa sia buono e cosa sia male e, siccome non gli basta limitarsi ad indicare, ecco che usa la legge per vietare quei comportamenti che ritiene dannosi al suddito.
Un argomentare che comprendiamo quando a proporlo sia la Chiesa cattolica romana e il suo cercare di trovare rimedio al fatto che i propri fedeli la domenica preferiscono andare altrove piuttosto che in Chiesa. Ma, in bocca ad un'impresa che, per quanto cooperativa e' comunque dedita alla logica del capitalismo, ci sembra -per l'appunto- grottesca.
Il problema, invece, e' il mercato e la concorrenza.
L'Unicoop si nasconde dietro alla propria presunta etica per non ammettere che, siccome e' un colosso economico, preferisce conservare questo status in un regime di 'monopolio di fatto' piuttosto che di mercato: non vuole spendere neanche un centesimo in piu' per essere su un mercato che e' fatto si' di quantita' e qualita' dell'offerta (su cui Unicoop e' ferrata) ma anche di orari. Quest'ultimo aspetto gli scombussola un po' i bilanci e quindi meglio chiamare Regione e Comuni (che fanno gli orari) al banco dell'etica.
Noi siamo per la liberta' di orari e chi vuole dovrebbe/potrebbe stare aperto anche 24 ore su 24. Dovrebbe essere il consumatore a decidere rispetto ad un'offerta che le imprese dovrebbero proporre rispetto a proprie scelte in una logica di mercato. L'Unicoop, invece, vuol fare virtu' sociale dei propri bilanci e cosa di meglio di vietare la concorrenza?
Chissa' cosa ne pensa l'Antitrust?
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