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Il parmigiano del ministro Zaia. Verso il soviet agricolo?.. cioe' verso lo sfascio dell'economia?
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Comunicato di Vincenzo Donvito
15 ottobre 2008 0:00
 
Il ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, ha fatto acquistare duecentomila forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano per distribuirle ai poveri. Grazie a questo si potranno ottenere sussidi comunitari. E per evitare accuse di “padanismo” il nostro ministro ha precisato che e' solo il primo passo “simbolo” perche' altrettanto potrebbe essere fatto per altri formaggi come Asiago, Taleggio e Pecorino (immaginiamo che per quest'ultimo, visto che Asiago e Taleggio sono prodotti del nord, si riferisca al pecorino di qualunque parte dello Stivale). I regimi “unici” hanno storicamente elargito ai poveri per mantenere il consenso. Nel nostro caso, il ministro Zaia e' intervenuto anche per evitare nuove crisi economiche in un comparto, quello agro-alimentare, gia' molto provato anche senza le crisi finanziare oggi divampanti. E' stato cosi' battezzato un nuovo tipo di intervento dello Stato: dare ai poveri grazie alle aziende in crisi. Aziende che -diciamo noi- non troveranno da se' la capacita' di essere nuovamente interessanti sul mercato, tanto c'e' Pantalone che pensa a loro, anche in versione buonista... che vogliamo di piu'? Un volta era il re o lo Stato padrone che faceva questo, oggi e' lo Stato democratico... fino a quando?
Anche i soviet si consideravano democratici, avevano elezioni, grossomodo come quelle che avvengono oggi in Italia, con gli eletti nominati dai partiti e non scelti dagli elettori... poi sappiamo tutti cosa hanno combinato per l'economia e la democrazia li' dove erano in auge. E, anche se il presidente russo Putin e' fortemente sostenuto dal nostro presidente Berlusconi, l'uscita della Russia dalla logica dell'economia dei soviet e' ancora molto faticosa e dubbia (la sua presunta assenza dalla crisi finanziaria mondiale, la dice lunga...).
Il nostro parmigiano e' quindi diventato banco di prova del nuovo trend sovietico delle politiche agricole e industriali del governo? Sembra di si'!
Allora, se e' cosi', facciamo l'elenco di tutte le aziende che, al pari dei produttori del celebre cacio reggiano e padano, dopo le banche, avrebbero bisogno di questo intervento.... ma... non abbiamo spazio sufficiente per riportarle tutte. Cosi' come ci manca spazio per l'elenco delle famiglie Rossi, Bianchi, Brambilla, Esposito, etc. tutte titolari, per esempio, di piccole aziende o piccoli esercizi commerciali, che vorrebbero anche loro che il ministro Zaia comprasse le loro merci/prodotti per donarle ai poveri. E altrettanto spazio ci manca per l'elenco delle altre famiglie che vanno a comprare sia il parmigiano che le merci dei negozi di cui sopra e che, per esempio, necessiterebbero/gradirebbero essere incluse nell'elenco di questi poveri pur non mangiando alle mense delle associazioni caritatevoli che distribuiranno gli acquisti del ministro.
Domanda: ma perche' fare la carita' a poveri umani e poveri industriali e non, per esempio, abbassare le tasse si' che entrambi i poveri possano -gli uni- acquistare con piu' facilita' e -gli altri- trovare nuove capacita' e sbocchi imprenditoriali avendo meno spese? Ma questo non sarebbe il soviet, dove i sudditi non dovrebbero sempre pendere dalle labbra dei dirigenti dello stesso e, di conseguenza, potrebbero anche scegliere i propri rappresentanti per le loro capacita' e non perche' gli comprano il parmigiano.
 

 

 

 
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