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PIU' TASSE PER LA PORNOGRAFIA? LA DELINQUENZA RINGRAZIA ANCHE PER IL MERCATO SEMPRE ILLEGALE DELLA PROSTITUZIONE
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Comunicato 
3 dicembre 2005 0:00
 

Firenze, 3 Dicembre 2005. Periodicamente ritorna la proposta di aumentare le tasse al mercato della pornografia, sempre condita di buonismo a go-go (nella fattispecie i maggiori introiti dovrebbero servire per contributi a badanti e baby-sitter). La logica economica sarebbe che, siccome e' un mercato che "tira" sotto doversi aspetti, e' bene che lo Stato cerchi di trarne il profitto maggiore: e' come le tariffe aeree durante i periodi di punta che' costano anche il doppio, i prezzi delle vendite al dettaglio che commercianti, ignoranti in economia e che non vedono oltre il loro naso, portano alle stelle durante i periodi di festa e di maggiori acquisti. Con la differenza che in questo ambito -Fisco- non e' un bottegaio a prendere le decisioni, ma lo Stato, che in teoria dovrebbe salvaguardare tutti noi in qualunque periodo e per qualunque attivita' lecita; e se fosse uno Stato che garantisse lo svolgimento di una liberta' di mercato, dovrebbe fare proprio il contrario: se un settore tira, le tasse specifiche dovrebbero essere abbassate, si' da favorire l'offerta per i consumatori e il business dei privati, l'incremento dei consumi e la circolazione del denaro, mentre il Fisco ne avrebbe un vantaggio dall'aumento generale e dalle minori preoccupazioni che molti avrebbero grazie a maggiore occupazione. Ma questo concetto e questa pratica di Stato e' un'altra cosa. Purtroppo.
La situazione invece, se dovesse passare questa richiesta di aumento di tasse, sarebbe che a fronte di prezzi piu' cari al dettaglio. aumenterebbe l'offerta illegale, in un ambito in cui la delinquenza non aspetta altro, ed e' ampiamente preparata a qualunque tipo di maggiore domanda, nonche' per incrementare l'offerta.
Eppure, sempre per restare nello stesso ambito, per voler incrementare gli introiti fiscali, ci sarebbe una miniera a disposizione: il mercato della prostituzione, che se reso legale, darebbe anche una mazzata non da poco alla delinquenza organizzata che oggi lo gestisce, con tutti i risvolti possibili e immaginabili legati all'immigrazione, al mercato degli esseri umani, ai problemi sanitari connessi (Aids e aborto in primis), e piu' in generale all'ordine pubblico. Case chiuse private?
Cooperative? Societa' di persone o di capitali? Non importa, perche' al momento sarebbe importante modificare il tipo di approccio con, soprattutto, lo Stato e il Fisco a garantire legalita' e introiti... sicuramente molto maggiori di qualche punto percentuale in piu' dell'Iva sui filmini.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
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