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SMS DI PUBBLICA UTILITA' SUI TELEFONINI: UN PESO E DUE MISURE? L'ITALICO COSTUME
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Comunicato 
6 aprile 2005 0:00
 

Firenze, 6 Aprile 2005. "Se vai a Roma x omaggio papa usa mezzi trasporto collettivo. Preparati a code organizzate ma molto lunghe. Caldo di giorno fresco di notte. X info Isoradio 103.3. Mittente protezione civile". Questo e' il messaggio che un po' tutti i possessori di telefonino stanno ricevendo, e ci sembra una iniziativa lodevole, anche se facciamo rilevare che, per chi va a Roma dal sud Italia, le informazioni su Isoradio non le potra' ascoltare, perche' questa radio, sotto Roma, non si sente (e non e' la prima volta che questo accade: ricordate la nevicata che nei mesi scorsi aveva bloccato la Salerno/Reggio Calabria? Fu detto che era stata, per l'appunto, preannunciata su Isoradio..).
Dobbiamo rassegnarci al disguido permanente? Sembra di si'.
Ma la ricezione di questa sms ci ha fatto venire in mente un'altra occasione simile, quando la Presidenza del consiglio dei ministri fece altrettanto nel 2004 per ricordare agli italiani che c''erano le elezioni europee con il voto di sabato e domenica invece del tradizionale domenica e lunedi'. E nonostante il Garante della Privacy chiari' che in caso di messaggi istituzionali di interesse nazionale i gestori erano tenuti a fornire i numeri di telefono, si scateno' un finimondo in termini di diritti e di politica. Eppure quello era un messaggio che riguardava tutti gli elettori italiani (quasi 50 milioni) e non -presumiamo- i due/tre milioni di italiani che hanno deciso di recarsi a Roma per il funerale del papa. Ci dobbiamo aspettare le proteste di quel fior fiore di garantisti che l'anno scorso levarono la loro voce per difendere la loro privacy? Crediamo di no, non certo perche' quelli che protestarono l'anno scorso hanno compreso di aver avuto torto, ma perche' in questa occasione non si tratta di alimentare una penosa scenata di politica di parte in nome del diritto di ognuno, e soprattutto perche' in questi giorni il conformismo e' d'obbligo, da qualunque parte, e il dolore di massa ha una regola ferrea: tutti sono obbligati a viverlo, anche imponendoglielo con un'informazione monotematica.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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