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SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE/INTERNET
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Comunicato 
15 luglio 2003 0:00
 

LE PERICOLOSE PROPOSTE ALL'ONU CHE NECESSITANO DI MOBILITAZIONE E DI IMPEGNO PERCHE' NON SIANO APPROVATE
Firenze, 15 Luglio 2003. Il prossimo dicembre si terra' a Ginevra il "summit mondiale sulla societa' dell'informazione". Organizzato dall'Unesco (il braccio culturale dell'Onu) e dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (altra agenzia Onu), con l'obiettivo di redarre nuove norme internazionali per l'uso di Internet.
Leggendo la bozza di proposta finale e una serie di emendamenti (clicca qui), nonche' la bozza del piano d'azione, che saranno approvati a Ginevra, abbiamo avuto una sostanziosa impressione che si stia organizzando una strategia per la censura mondiale. Per quello che viene proposto e per il fatto che la logica di voto e di decisione e' quella tipica delle Nazioni Unite. Cioe' quell'organizzazione che, per esempio, ha espresso una maggioranza che ha eletto la Libia alla presidenza della sua Commissione per i Diritti Umani.
Gli aspetti piu' allarmanti, ad una prima lettura, sono alcuni emendamenti proposti da Cuba e dall'Iran, due Paesi non proprio campioni della liberta' d'informazione, e che alla maggioranza pro-Libia non sono estranei. In Iran e' di pochi giorni fa l'assassinio di una fotografa canadese che riprendeva le manifestazioni degli studenti. Per Cuba crediamo sia sufficiente riportare una frase di "Reporter sans frontieres": "la prigione piu' grande al mondo per i giornalisti".
Mentre l'Iran appare piu' moderato (abbiamo individuato per il momento solo una richiesta di emendamento aggiuntivo all'art.7 della "Dichiarazione di principi": "la societa' dell'informazione dovra' essere basata su valori etici ..". Ci domandiamo: ammesso che ci debbano essere, quali saranno questi valori etici?), Cuba si prodiga in modo particolare. Vediamo:
- Paragrafo 17 "Dichiarazione dei principi": dove si chiede l'accesso universale e a basso costo per Internet e "in conformita' con la legislazione nazionale di ogni Paese". Cioe' ogni Paese, compresi quelli che censurano Internet, fara' come ritiene piu' opportuno.
- Paragrafo 44 "Dichiarazione dei principi": dove si fissano le regole di Internet che dovranno essere "multilaterali, intergovernative, democratiche e trasparenti .". Cioe' -intergovernative- le decisione saranno soggette all'approvazione dei Governi.
- Paragrafo 44 "Piano d'azione": "devono essere prese iniziative legali e amministrative per vietare la concentrazione indebita della proprieta' e del controllo dei media". In teoria va bene, ma chi decide quale sia la "concentrazione indebita della proprieta'"? Cuba, il cui Governo e' proprietario unico di tutti i media e dell'informazione?
- Paragrafo 44 "Piano d'azione": "la responsabilita' e la trasparenza nel lavoro dei media nazionali e mondiali dovra' essere supportato con mezzi concreti di monitoraggio da parte dei Governi ..." Cioe' l'Onu chiedera' che i Governi che mettono in galera i giornalisti facciano il monitoraggio della stampa internazionale.
Ci pare evidente che Cuba (ricordando che e' in quella maggioranza pro-Libia di cui sopra) sta proponendo degli emendamenti per il controllo dei media. E se verra' approvato il "monitoraggio dei Governi" sui media, e' evidente che l'Unesco diventera' la guida della censura mondiale.
Noi crediamo che il mondo, invece, abbia bisogno di una maggiore collaborazione per combattere la censura di Internet, e che l'Onu, invece di discutere di progetti per la censura mondiale, sarebbe meglio denunciasse quei Paesi che impediscono il libero uso di questo strumento.
Per questo facciamo un appello, a cominciare dai liberi fruitori di Internet ad ogni livello, perche' facciano sentire la propria voce per impedire che a Ginevra, nel prossimo dicembre, si consumi questo attentato alle liberta' di tutti.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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