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Talidomide. Torna il pericolo e Stato ancora inadempiente. Interrogazione
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Comunicato 
21 giugno 2008 0:00
 
Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito Democratico
 
 Il talidomide è un principio attivo contenuto in vari farmaci la cui somministrazione nel mondo, tra la fine degli Anni Cinquanta ed i primi Anni Sessanta, provocò tante malformazioni gravi nei neonati. Nel 1962 il Ministero della Sanità ne ordinò il divieto del commercio ed il ritiro dal mercato, con un ritardo di 6 mesi rispetto agli altri Paesi europei. Nel territorio nazionale le vittime si stimano in 600/700, ma un censimento ufficiale non è mai stato fatto.
Queste persone sono,  in Italia più che altrove, non solo affette da patologie gravemente invalidanti a causa dell'omesso controllo da parte dello Stato sui farmaci, ma, da cinquant'anni, vittime soprattutto dell'indifferenza dello stesso Stato per la loro sorte. Mentre in altri Paesi la stessa casa farmaceutica (la Celgene) è stata condannata a risarcire queste famiglie, in Italia solo nel febbraio 2006, con la legge n. 27, veniva dato riconoscimento giuridico alla sindrome da talidomide e disposto un risarcimento da parte dello Stato. Risarcimento, però, mai avvenuto poiché il Ministero della Salute non ha mai provveduto a emanare il decreto attuativo della legge. 
Ultimamente, con la Finanziaria 2008, sarebbe concesso ai soggetti affetti da sindrome da talidomide un indennizzo vitalizio, ma la formulazione della legge non è chiara su questo punto e tale indennizzo, tra l'altro esiguo, rischia di perdersi in un vortice di letteratura burocratica.  
Nonostante i gravissimi effetti che il talidomide ha prodotto nella popolazione durante il secolo scorso, oggi questo principio attivo è usato in diversi Paesi per curare la lebbra ed alcune patologie del midollo spinale.
In particolare, come rileva l'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), in Brasile, dove il farmaco ha avuto una vasta diffusione, si registra la terza generazione di vittime del talidomide, mentre in Europa il principio attivo, utilizzabile nella cura del mieloma multiplo, è in fase di autorizzazione, ma è già in vendita un suo parente stretto, il Lenalidomid, sotto il nome commerciale di Revlimid, prodotto da Celgene.
Lo Stato non può continuare a dimenticare le persone vittime del talidomide, delle quali ha contribuito a determinare, fin da quando erano nel grembo materno, un'esistenza irreparabilmente segnata da gravi malformazioni, come non può permettere che nuovamente lo stesso farmaco possa provocare altre vittime.
Per questi motivi, con il Sen. Marco Perduca, in collaborazione con le associazioni Aduc e TAI Onlus e la Cellula Coscioni di Milano, abbiamo presentato un'interrogazione al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali, al Ministro dell'Economia e al Ministro per la Semplificazione normativa, perchè diano risposte a questi cittadini abbandonati al loro destino e per sapere se in Italia la circolazione di farmaci con questo principio attivo sia in corso o lo sarà a breve e quindi?quali precauzioni siano in corso o saranno prese per evitare il ripetersi di quanto già avvenuto in Italia e negli altri Paesi.
 
 
Qui il testo dell'interrogazione:
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AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
Direttore Domenico Murrone
 
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