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TARIFFE RC-AUTO NON CALERANNO PER IL CALO DEGLI INCIDENTI. NON AVEVAMO DUBBI...
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Comunicato 
9 dicembre 2003 0:00
 

Firenze, 9 Dicembre 2003. L'Ania (l'associazione delle assicurazioni) fa sapere che non e' il momento di prendere in considerazione un calo delle tariffe Rc-auto, perche' il numero di incidenti e' si' calato dall'introduzione della patente a punti, ma il costo medio dei risarcimenti e' aumentato in modo tale da compensare questo calo. Che, tra l'altro, e' ancora troppo presto per fare dei paragoni, visto il breve periodo di tempo da cui e' entrata in vigore la nuova normativa e la difficolta' a fare paragoni organici con i periodi precedenti.
Non avevamo dubbi che la posizione dell'Ania sarebbe stata questa, e ci mettiamo la mano sul fuoco che tra un anno sosterranno la stessa cosa. E cosi' fra due, tre, quattro . anni. S'e' mai visto che un settore economico dove vige il privilegio monopolista dell'obbligo assicurativo, rinunciare spontaneamente a fonti certe di guadagno? Chiunque presentasse un piano del genere al proprio consiglio d'amministrazione verrebbe considerato un folle e subito emarginato dalle responsabilita' gestionali di cui e' investito. Non lo fanno le aziende controllate dal capitale pubblico, figuriamoci quelle a capitale private dopo anni che si sono conquistate questa nicchia di privilegio.
Chi aveva sperato in un afflato di responsabilita' civica e sociale da parte dei maggiori responsabili dell'impazzimento dei mercati del settore, o era un ingenuo oppure ha solo fatto il finto tonto per buttare un po' di fumo sulle pressanti richieste degli assicurati per livelli piu' umani nei costi.
Se ce ne fosse ancora bisogno, questa per noi e' solo una ulteriore conferma che esistono solo due strade per affrontare la questione e risolverla dalla parte dei consumatori, e che sono strade che chi ci governa e l'Ania non hanno alcuna intenzione di prendere in considerazione. La prima e' la calmierazione del mercato da parte dello Stato, imponendo dei massimali tariffari oltre i quali non sarebbe consentito andare. La seconda e' la fine dell'obbligo d'assicurazione e l'apertura dei mercati a concorrenza e disputa per la conquista dei clienti. Il resto e' solo aria fritta, girando intorno al problema per far credere di stare a risolverlo ma con la consapevolezza che cosi' non e'.
Quindi non spetta all'Ania stabilire se continuare a tirare il collo dei consumatori o meno, perche' loro hanno gia' deciso che, questo collo, continueranno a tirarlo. Ma spetta solo a Governo e Parlamento decidere come deve essere il mercato della Rc-auto: se tutto a favore delle imprese d'assicurazione o se a vantaggio di queste ultime e dei consumatori, in due modi diversi di intendere il mercato, chiuso o libero.
E' ovvio che noi peroriamo per la fine dell'obbligo anche per il bene economico di compagnie a cui la concorrenza non potra' che fare bene in qualita' e guadagni. Ma la precisione non-partigiana per capire dov'e' il problema e come potrebbe essere risolto e' il minimo di chiarezza che bisogna fare per far intendere a tutti che "nessuno e' fesso".
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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