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UNIVERSITA' E RICERCA. BASTA CON LE CURE PALLIATIVE. ABOLIRE IL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO ED APRIRE SUBITO AL PRIVATO E ALLA COMPETIZIONE
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Comunicato 
10 novembre 2006 0:00
 

Firenze, 10 Novembre 2006. Qualche milione di euro non salvera' l'universita' e la ricerca in Italia, ma potra' appena sperare di sostenere lo stato attuale. Il fallimento del sistema universitario italiano, e quindi anche della ricerca, e' dovuto principalmente alla mancanza di competizione fra atenei pubblici e privati. Creare e mantenere una buona universita' significa innanzi tutto avere buoni insegnati, strutture Per rimediare al disastro dell'universita' italiana, ecco alcuni punti da sviluppare:
1 - Abolire il valore legale del titolo di studio. Si aprirebbe alle assunzioni di personale docente formatosi all'estero, non piu' assunto "a punteggio", ma secondo il merito. Chi ha un Ph.D. da una universita' come Harvard ha grosse difficolta' a tradurlo legalmente per potersi inserire nel mondo accademico italiano, anche quando e' pacifico che il suo dottorato e' infinitamente piu' rigoroso di un equivalente italiano.
2 - Incentivare fortemente (sgravi fiscali, ecc.) la creazione di universita' private. In particolar modo, l'Italia gode gia' di una ricchezza potenziale: le universita' straniere nelle citta' piu' importanti. Permettere a queste universita' di svilupparsi ed aprirsi in parte ai migliori studenti italiani.
3 - Permettere agli studenti di valutare i propri professori, e anche sulla base di queste valutazioni licenziare o promuovere un docente. Negli Stati Uniti questo viene fatto alla fine di ogni semestre, con domande che riguardano puntualita', disponibilita', chiarezza di esposizione, scelta dei libri di testo, ecc.
4 - Incentivare la formazione manageriale dei rettori universitari, il cui compito dovrebbe essere anche quello di cercare e trovare finanziamenti privati. La collaborazione stretta fra universita' e mondo del lavoro.
5 - L'apertura al privato del mondo universitario e della ricerca, e' una necessita' improrogabile.
La ricerca del profitto per un ateneo non e' contrario alla buona formazione degli studenti. Uno studente americano viene pagato per fare ricerca negli archivi italiani proprio grazie alla disponibilita' dei fondi, mentre uno studente italiano deve essere mantenuto dai genitori.
Non possiamo continuare ad affidare il finanziamento dell'universita' e delle ricerca solamente allo Stato, che continuera' a privilegiare altre emergenze (sanita', pensioni, sicurezza). Fino a quando non faremo il possibile per aprire il mondo universitario ai privati, i migliori studenti italiani se ne andranno all'estero a studiare, dove quasi sempre rimangono.

Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc
Consulenza
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