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Capodanno 2017 – come un augurio per una nuova alba del mondo
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La pulce nell'orecchio di Annapaola Laldi
1 gennaio 2017 10:47
 

 Gli auguri per quest’anno vengono da Dietrich Bonhoeffer , del quale diverse volte ho proposto a chi passa di qui la lettura di scritti come, recentemente, il Credo del 1942/43.
Questo pastore luterano, resistente contro il nazismo e la degenerazione della “chiesa bruna” alleata con esso, fu impiccato all’alba del 9 aprile 1945, a trentanove anni..
La poesia, che stiamo per leggere, uscì prodigiosamente dal carcere sotterraneo della Gestapo, dove Bonhoeffer fu isolato dall’estate del 1944 al 2/3 aprile 1945, quando fu trasferito, prima nel lager di Buchenwald, quindi in quello di Flossenbürg, dove trovò la morte.
Egli la concepì come augurio per l’anno nuovo, proprio il 1945, come dice nella prima strofa, rivolgendosi ai suoi cari: “ […] voglio questo giorno vivere con voi/ e con voi entrare in un nuovo anno”. Ed è per me – e forse non solo per me – toccante la fiducia incrollabile che Bonhoeffer trasmette, sentendosi circondato da potenze benigne, e perfettamente protetto. Perché egli non considerò un venir meno di questa protezione la sua condanna a morte; le sue ultime parole, infatti, testimoniate da un altro prigioniero, il britannico Payne Best, furono queste: “E’ la fine. Per me l’inizio della vita”.
E, dunque, avviciniamoci a questa testimonianza di fiducia (in Dio - ma possiamo dire anche, e senza tradire l’autore,“nella vita”), sperando che essa ci scaldi il cuore. Che ha bisogno di stare saldo in questa nostra epoca così insicura - così turbolenta.
 
1. Circondato fedelmente e tacitamente da benigne potenze,
meravigliosamente protetto e consolato,
voglio questo giorno vivere con voi,
e con voi entrare in un nuovo anno; 

2. il vecchio ancora vuole tormentare i nostri cuori
ancora ci opprime il grave peso di brutti giorni.
Oh, Signore, dona alle nostre anime impaurite
la salvezza per la quale ci hai creato.

3. E tu ci porgi il duro calice, l’amaro calice
della sofferenza, ripieno fino all’orlo,
e così lo prendiamo, senza tremare,
dalla tua buona, amata mano.

4. E tuttavia ancora ci vuoi donare gioia,
per questo mondo e per lo splendore del suo sole,
e noi vogliamo allora ricordare il passato
e così appartiene a te la nostra intera vita.

5. Fa’ ardere oggi le calde e chiare candele,
che hai portato nella nostra oscurità;
riconducici, se è possibile, ancora insieme.
Noi lo sappiamo: la tua luce risplende nella notte.

6. Quando il silenzio profondo scende intorno a noi,
facci udire quel suono pieno
del mondo, che invisibile s’estende intorno a noi,
l’alto canto di lode di tutti i tuoi figli.

7. Da potenze benigne prodigiosamente protetti,
attendiamo consolati quello che accadrà.
Dio ci è al fianco alla sera e al mattino,
e certissimamente, in ogni giorno che verrà.



Qui il testo in lingua tedesca.
 La traduzione italiana viene dal blog della casa editrice Queriniana di Brescia, che ringrazio per il permesso accordato alla pubblicazione in questa rubrica.
La poesia è stata musicata ed è entrata nell’innario della chiesa luterana tedesca. 
 
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