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Verita' per Giulio Regeni
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La pulce nell'orecchio di Annapaola Laldi
1 aprile 2016 9:19
 
 Ho appena inviato questo semplice messaggio, naturalmente firmato, per e-mail all’ambasciata di Egitto a Roma (1), E sono a invitare anche chi passa di qui a fare la stessa cosa. Una piccola cosa che, però, se ripetuta un po’ di volte, può avere certamente un impatto rilevante.
Sono questi i casi in cui possiamo diventare cittadini attivi grazie alla possibilità offerta da Internet di comunicare le nostre opinioni in tutto il mondo, fino agli antipodi. E l’Egitto agli antipodi non è!

Mi sono risolta a fare ciò, perché pochissimi giorni ci separano dal 5 aprile, considerato dalla Magistratura e dal Governo italiano il giorno della verità.
O le autorità egiziane si decideranno, ciascuna secondo la propria competenza, a dare informazioni serie e veritiere sull’assassinio di Giulio Regeni, o, da parte italiana, verranno prese le necessarie contromisure, come annunciato, sia pure in modo generale, dal Ministro degli esteri Gentiloni in questi ultimi giorni: “Se non abbiamo risposte convincenti, compiremo i passi conseguenti”.

Una frase lapidaria che, se intendo bene, annuncia una serie di rilevanti provvedimenti nelle relazioni politiche e soprattutto economiche tra l’Italia e l’Egitto. Infatti, leggo che l’Italia è il secondo partner economico dell’Egitto, dopo la Germania, e sono in ballo, si dice, cinque miliardi di euro. Senza contare gli investimenti dell’ENI, il cui amministratore delegato ha dichiarato nei giorni scorsi che “le risposte che la famiglia Regeni attende, sono risposte importanti anche per noi, perché il rispetto di ogni persona è alla base del nostro operare e perché siamo impegnati nello sviluppo […]”. Un modo elegante per dire che quegli investimenti potrebbero essere ritirati o sospesi.
Ma non basta: l’Italia potrebbe dichiarare l’Egitto “paese non sicuro”, il che avrebbe serie ripercussioni sulle partenze (già ridotte, peraltro) di nuovi turisti italiani per il Paese delle piramidi.
E, infine, potrebbe congelare le intese in via di discussione nel settore dell’energia e della difesa. In quest’ultimo campo è attesa la stipula di un accordo intergovernativo (la cui base fu firmata dai rispettivi ministri della Difesa nell’ottobre 2014), il quale tuttavia ha anche bisogno della ratifica del Parlamento. E leggo che è un provvedimento di grande importanza per il Paese nordafricano.

Che il Governo italiano si faccia sentire a muso duro di fronte ai reiterati tentativi ridicoli e oltraggiosi di depistare le indagini sull’assassinio del ricercatore friulano è un fatto encomiabile, e io spero che si sia pronti a passare dalle parole ai fatti senza tanti complimenti, se il 5 aprile si confermasse che l’Egitto intende continuare a menare il can per l’aia.
Ed ecco: proprio per non lasciare il nostro Governo unico protagonista, proprio per far vedere ai governanti egiziani che la “verità per Giulio Regeni” interessa intensamente e assolutamente a tutti i cittadini italiani, sono davvero convinta che abbia un peso anche il nostro intervento personale nel semplice invio di quella brevissima e-mail che ho riportato all’inizio.

(1) e' meglio lasciare un messaggio tramite Facebook









 
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