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Notizia
3 giugno 2008 0:00
Le stime della Iata per l'industria delle compagnie aeree nel 2008, che prevedono il ritorno ad un bilancio in rosso con 2,3 miliardi di dollari di perdite, potrebbero essere 'troppo ottimiste'. Se si prende come riferimento il prezzo del petrolio a 135 dollari al barile, 'le perdite potrebbero salire a 6,1 miliardi di dollari'. Lo ha indicato il presidente della Iata, Giovanni Bisignani, all'assemblea annuale dell'associazione mondiale delle compagnie aeree.
La stima ufficiale, che prevede comunque un ritorno in rosso per il settore, si basa infatti su un consensus per il prezzo del barile di 106,5 dollari. Considerare invece un prezzo di 135 dollari al barile farebbe salire da 40 a 99 miliardi di dollari i costi extra per il carburante da sostenere. Da Istanbul le compagnie aeree di tutto il mondo lanciano 'un allarme ai governi', dice Bisignani: 'Nei prossimi dodici mesi potremmo dover affrontare costi extra per il carburante per 99 miliardi di dollari'; la situazione 'e' drammaticamente cambiata nelle ultime settimane'.
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