
Un quarto degli italiani ha ridotto i consumi alimentari o variato le abitudini a seguito della crisi, ma solo il 6,8% ha ridotto i propri acquisti dal distributore automatico. Quest'ultimi sono utilizzati dal 40% dei cittadini.
E' quanto risulta da una ricerca condotta da Censis per CONFIDA - Associazione Italiana della Distribuzione Automatica e Venditalia, la principale fiera mondiale del settore che si svolgera' a Milano l'anno prossimo. L'82% degli utilizzatori ignora il nome dell'azienda che eroga il servizio e l'87,6 non ha idea dei passaggi organizzativi e della filiera di cui si compone il comparto.
Sono almeno 15 milioni le persone che si avvicinano occasionalmente o con una cadenza regolare alla distribuzione automatica". In particolare, negli ultimi 6 mesi ben il 42% della popolazione italiana tra i 18 e i 64 anni ha acquistato alimenti e bevande automaticamente e addirittura un quarto degli utilizzatori ne fa un uso quotidiano. Sembra ormai alle spalle lo stereotipo della 'macchinetta mangiasoldi' da prendere a calci, poiche', al contrario, si rileva che gli italiani valutano positivamente questo canale, apprezzandolo in primis per l'apertura 24 ore su 24, per 365 giorni all'anno (un punto di forza per l'87,3% degli utilizzatori), in secondo luogo per la pulizia e l'igiene (81,9), poi per la qualita' dei prodotti (76,8), i tempi di erogazione (75,9), la reperibilita' nei luoghi frequentati abitualmente (75,4), la varieta' della scelta (73,9), i sistemi di pagamento (72,2), il non doversi relazionare con un commesso (64) e, infine, la dimensione delle porzioni (59,7). Peraltro, la porzione di quanti non vi ricorrono (il 58) motiva la scelta con il fatto che semplicemente non e' capitato di fruirne (per il 42,8% dei casi), con la preferenza per altri canali distributivi nel 31,6% dei casi, o perche' non trova le macchinette nei luoghi frequentati (31,5).
La preclusione verso il canale si ha per il 28,2% dei non utilizzatori, che dichiara di non essere attratto dal distributore, dal 16,6% che ritiene di non trovare prodotti di interesse o di non fidarsi della qualita' nel 10,9% dei casi. I timori da stereotipo riguardano una minima parte degli utilizzatori, che non li ritiene igienici.