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L'irriverente europeista pornografo. Dalla Brexit al divieto del porno, il passo e' breve…
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Stati uniti d'europa di Vincenzo Donvito
24 ottobre 2016 13:35
 
  Sembra proprio che il governo britannico voglia schedare tutti coloro che si collegano ai siti web di pornografia. L'intento -ovviamente- e' nobile (applicazione di un reale divieto per i minorenni, non solo basato -come oggi- sull'autodichiarazione di possesso della maggiore eta'), ma la nobilta' -anche li' dove istituzionalmente esiste, i sudditi di Sua Maesta' la Regina- e' una brutta bestia: nel suo nome, la storia dell'umanita' e' piena non solo di principi e principesse chi si innamorano e si sposano (magari dopo aver subito le sembianze di rospo per un qualche tempo) ma essenzialmente di tragedie, complotti, vigliaccherie, sgambetti, guerre…. tutto mitigato col passare dei secoli nel nostro emisfero (sono ormai eccellenze di civilta' le monarchie democratiche), ma pur sempre storia con lunghi strascichi ancor troppo freschi.
E poi, nel nostro caso britannico, si tratta di un provvedimento governativo paventato da chi -complice il numericamente denutrito popolo che ha votato- ha anche deciso la Brexit. Ora e' troppo!! Non solo, ma la mia generazione -e non solo- dalla meta' del secolo scorso, e' proprio dalla cultura anglosassone (originaria dell'isola bagnata dalla Manica, e quella surrogata -e piu' evoluta, dipende dai punti di vista- del continente nordamericano) che ha avuto come riferimento la cultura della liberazione individuale, della competizione e della liberta' economica e di quelli che i bigotti chiamano “facili costumi” (la minigonna sembra che nasca dalla testa di una signora britannica che si chiamava Mary Quant); e sotto le gonne -piu' stimolanti la fantasia se “mini”-, come sotto i pantaloni, ci sono le parti anatomiche che fanno “vibrare” se stessi e il cervello quando sono a confronto col porno.
Visto? Si comincia con la Brexit e non si sa dove si finisce. Poveri britannici. Non solo dovranno soffrire per spendere piu' soldi per spalmare la Marmite sui loro cracker variopinti del breakfeast (a chi piace, ovviamente, spalmarsi una crema che sa di dado concentrato di brodo, quello che usano i finti cuochi, domestici e non)… ora anche l'autoretosismo, o l'aiutino per la coppia o il gruppetto, sono a rischio. Noi comunitari no-Brexit stiamo tranquilli: potremo continuare a spalmarci il sale e l'olio extra-vergine di Reggello sul pane abbrustolito (i piu' audaci con l'aglio anche la mattina…) e a masturbarci senza problemi: il nostro olio -se attenti consumatori non in cerca di facili risparmi- e' sempre super, mentre il nostro porno, seppur non molto quotato nel mercato planetario, ce lo potremo continuare a godere facendo attenzione a cancellare poi la cronologia sul computer, foss'anche solo per pudore e “vergogna” verso se stessi (siamo o no un popolo di cattolici apostolici romani all'80% e gli organismi non ci hanno detto che fanno indebolire la vista?).
Certo, a noi federalisti europei ci dispiace. Non solo di non poter indistintamente andare avanti e indietro con merci e persone come se fossimo a casa nostra, ma anche di dover sornionamente sorridere ai nostri cuginetti che abitano di fronte a Calais perche' non possiamo piu' condividere con loro gli orgasmi online.
Dicevamo: si comincia con la Brexit e non si sa dove si finisce. Oggi il porno, domani le trofie genovesi al pesto, il camembert della Normandia, l'Edam olandese, le provole pugliesi o calabresi, il pane carasau, i profumati Brunelli di Montalcino e Baroli delle Langhe, la feta greca e gli erotici sirtaki.
Non ci resta che piangere? No, siamo sempre pessimisti nel giudizio ma ottimisti nell'azione, per cui aspettiamo la prossima Mary Quant o i prossimi Beatles o Rolling Stones o Doors che -ne siamo convinti, che' la storia ci da' ragione- sono molto, ma proprio molto piu' forti e incisivi dei pruriti censori di qualche politico british che poi dopo viene scoperto nei contesti sessuali piu' incredibili (non sarebbe la prima volta…), e di quei “debolucci” di basso ventre che hanno usato questa loro parte corporea, otre che per il sesso, anche per votare la loro presunta riaffermazione di sovranita' nazionale.
Niente di meglio che concludere col motto dell'Ordine della Giarrettiera: “May he be shamed who thinks badly of it”, da noi forse piu' noto nella sua versione francofona “Honi soit qui mal y pense” (trad. Sia svergognato chi pensa male).
E comunque: grazie, cugino lord, per ora continui sempre ad essere occasione di prolifica e libera ilarita'. 
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