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Vita da cani. Insegnare a scuola l’etica animale: un appello in Francia… e in Italia?
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Vita da cani di Donatella Poretti
22 febbraio 2017 14:08
 
 “I ragazzi esprimono spesso un’empatia spontanea nei confronti degli animali. Ci riconoscono una volonta’ individuale, una curiosita’ e una inquietudine che e’ loro familiare. Che si tratti di animali vicini o lontani, espressivi, vulnerabili, inventivi, curiosi o affettuosi... i bambini si riconoscono nella loro soggettivita’ e li vedono per quello che sono: i soggetti di una vita.”
Eppure in Francia, gli animali in quanto individui sono largamente assenti dai programmi scolastici, questo lo spunto da cui parte un appello pubblicato oggi sul quotidiano Libération e sottoscritto da illustri firme di filosofi, ricercatori, giuristi, etologi, veterinari e psicologi perche’ nella scuola si insegni l’etica animale.
Coltivare l’apertura verso altre forme di vita, sviluppare l’empatia, la considerazione, il rispetto e l’attenzione per l’altro, di colui che e’ differente. Quale occasione migliore puo’ fornire la condizione animale per favorire il senso di responsabilita’, la cooperazione, il rifiuto della violenza e le discriminazioni nel futuro cittadino oggi ragazzo e studente? Il nostro attuale rapporto con gli animali solleva e apre vasti e appassionanti dibattiti etici e filosofici. Gli animali hanno diritti? La nostre responsabilita’ vanno oltre la nostra specie? Dobbiamo tenere conto di tutti gli individui capaci di provare sofferenza?
I sottoscrittori dell’appello chiedono cosi’ che l’etica animale venga introdotta a partire dalla scuola primaria e che in particolare i corsi di educazione morale e civica vengano arricchiti di capitoli dedicati allo statuto morale degli animali all’interno di un pedagogia progressiva globale sulle nozioni dei diritti e delle liberta’.
Bello spunto di riflessione anche per la nostra scuola che ha molto da lavorare sulle basi e le fondamenta. Una scuola dove se va bene si insegnano nozioni, ma difficilmente si impara a diventare cittadini se non impara il concetto di laicita’, nel senso politico e sociale del termine, ossia del rivendicare l’autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui. Difficile quando ancora si prevede l’ora di religione cattolica.
Qui il testo dell’appello
 
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Direttore Domenico Murrone
 
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