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L'Aquarius è finanziata da Soros? Smantellare una fake news
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Articolo di Redazione
14 giugno 2018 12:47
 
 L’Aquarius, la nave umanitaria che dovrebbe arrivare sulle coste spagnole dopo aver soccorso più di 600 migranti tra Italia e Libia, solca il Mediterraneo da diversi anni. Sul sito Internet della ONG “SOS Méditerranée” che la sta noleggiando, si legge che un giorno in mare costa 11.000 euro.
Da dove vengono i soldi? L’avvocato Gilles-William Goldnadel ha una sia idea in proposito. Il fondatore della web-tv di destra “la France libre” espone il proprio punto di vista su una trasmissione di RMC (Radio Montecarlo) “Grandes Gueles” lo scorso 12 giugno:
“La nave è noleggiata da SOS Méditerranée. Credo di sapere che uno dei co-proprietari è la Open Society di Soros, che è un’associazione molto a favore delle politiche migratorie. Quindi ci sono anche secondi fini politici… Io credo che questi della Open Society stiano testando la resistenza del governo italiano”.
Lo stesso giorno, il sito di estrema destra “Boulevard Voltaire” riporta sempre da parte dello stesso avvocato:
“Domanda del giornalista. Lei ha attaccato violentemente la nave Aquarius, proprietà di Sos Méditerraée. Ha puntato il dito sui finanziamenti specifici di questa associazione. Ci può dire qualcosa di più?
Risposta di Goldnadel. Constato semplicemente che la nave é noleggiata dalla Open Society che appartiene a George Soros, che è anche uno speculatore e un lobbista miliardario a favore delle migrazioni”.

Smentite
Ci sono diverse false informazioni in merito. Goldnadel ha ragione, su RMC, quando dice che la nave è noleggiata da Sos Méditerranée. Ma ha torto quanto sostiene che la Open Society sia proprietaria della nave umanitaria. Il giornalista di Boulevard Voltaire ha ugualmente torto quando dice che l’Aquarius è proprietà di SOS Méditerranée (la ONG la noleggia e non altro). E l’avvocato, che ha cambiato versione dopo il passaggio dell’intervista su RMC, ha torto nel sostenere che l’Open Society noleggia la nave.
Intervistato da CheckNews, il responsabile delle operazioni marittime di SOS Méditerranée, Antoine Laurent, spiega che l’Aquarius appartiene all’azienda tedesca Jasmund Shipping. La nave ha avuto diverse vite, ma ha cominciato il suo servizio come guardacoste tedesca. Batte la bandiera di Gibilterra, mentre la sua base operativa è a Catania in Sicilia.
Al momento, non ci sono tracce della Open Society, rete di fondazioni create dal miliardario americano di origine ungherese Georges Soros. Contattato per mail, l’ufficio stampa dell’organizzazione filantropica, risponde: “Non siamo legati all’Aquarius e a SOS Méditerranée”. Stesso tipo di risposta da Anoine Laurent: “Non abbiamo niente a che fare coi soldi di Soros, e se ci ha fatto una qualche donazione, non l’abbiamo considerata”.
L’origine del “rumore”
Questo rapporto presunto tra un miliardario liberale e una ONG che soccorre i migranti in mare é una cosa di fantasia, come tutto quello che riguarda Georges Soros, obiettivo favorito dall’ala destra del web, dello “altright” americano e dei vari identitari. E’ da questi che sono partiti i “rumori”.
Sul sito gemello italiano, Lucas Donadel dedica un articolo molto lungo per dimostrare che la Open Society Foundation cerca di far cascare le frontiere italiane per farvi entrare, poco a poco, tutti i migranti del Mediterraneo. L’autore di questa litania ansiosa ha di recente pubblicato su Instagram - Génération identitaire, una serie di informazioni volte a impedire ai migranti di tornare in Francia dall'Italia. Questo articolo di un anno fa é stato tradotto e riassunto a marzo del 2018 sul sito pro-Trump “Sovereign Nations”
Quello che sottolineano gli identitari, è che esiste una ONG italiana, COSPE onlus, che ha dato vita ad un progetto per migliorare il trattamento, da parte dei professionisti dell’informazione, delle questioni migratorie. L’idea è di mettere a disposizione dei dati su migranti. Questa piattaforma, Open Migration, è sostenuta dalla Open Society Foundation. E COSPE sostiene di essere uno dei membri fondatore dell’antenna italiana di SOS Méditerranée. Si tratta di una ONG diversa e più recente di SOS Méditerranée France, anche se le associazioni sono coordinate fra loro.
Da qui a dire che Soros paghi l’Aquarius, ci passa un mondo. Sul suo sito, COSPE ha già pubblicato un comunicato per spiegare che si tratti di una informazione falsa per delegittimare il lavoro dei cooperanti umanitari nel Mediterraneo
Nella mail che ci ha inviato la Open Society Foundation, si ritrovano le stesse spiegazioni del suo sito Internet: “La Open Society Foundation non finanzia le operazioni di ricerca e di salvataggio nel Mediterraneo. Ma sostiene delle organizzazioni in Italia e ovunque in Europa che lottano per politiche migratorie degne ed efficaci, rispettando la legge”.

(articolo di Fabien Leboucq, pubblicato sul quotidiano Libération del 14/06/2018)
 
 
 
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