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Bond Astaldi: Salini Impregilo e le banche creditrici giocano su ambo i fronti 
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Articolo di Anna D'Antuono
9 febbraio 2020 13:37
 
 Si terrà il 26 marzo prossimo l’adunanza creditoria generale per il voto sul piano e sulla proposta di concordato preventivo di Astaldi.
Il passivo avente diritto al voto supera i tre miliardi di euro ed è distribuito fra banche, fornitori ed obbligazionisti; questi ultimi voteranno attraverso il loro Rappresentante comune dopo l’esito delle due assemblee.

Tra gli ammessi al voto c’è pure Salini Impregilo, il gruppo di costruzioni che -se il piano verrà approvato- fagociterà Astaldi con il suo ricco portafoglio di commesse e completamente liberata dal fardello del debito. E’ l’ennesima “particolarità” di questo concordato, ma per come è strutturata l’operazione Progetto Italia, non deve stupire che Salini Impregilo sia chiamata ad esprimere assenso al piano da lei stessa elaborato.
Il concordato Astaldi si caratterizza per essere un concordato “in continuità aziendale” con assuntore, che nel caso è appunto Salini Impregilo.
Tramite il supporto di Cassa Depositi e Prestiti e ad alcune fra le principali banche creditrici di Astaldi, Salini Impregilo darà vita al Progetto Italia, conglomerato di settore che -oltre a comprendere la stessa Salini ed Astaldi- si proporrà di fare da polo aggregatore di altre aziende. 
E’ prevista l’iniezione nel capitale di Astaldi di 225 milioni di euro e Salini Impregilo ha dovuto a sua volta aprire il proprio capitale ad altri investitori.
E’ avvenuto, così, che a novembre scorso ha lanciato un aumento di capitale di 600 milioni che ha visto la sottoscrizione anche da parte di Cassa Depositi e Prestiti (che detiene ora il 18,681%) Unicredit (5,377%), Intesa SanPaolo (5,276%) e Bpm (0,65%).
Le maggiori banche creditrici di Astaldi (Unicredit e Intesa SanPaolo hanno un’esposizione debitoria che supera ampiamente i 600 milioni di euro) sono anche socie di Salini Impregilo.
Non deve così stupire che il 26 marzo esse si troveranno nella duplice veste di creditori per la quota di debito detenuta in Astaldi e proponenti il concordato per la quota detenuta in Salini Impregilo.
In altri termini: il creditore concordatario voterà sul piano da lui stesso presentato nella veste di assuntore della continuità aziendale. 
Appare ovvio che le Banche creditrici, in quanto socie anche di Salini Impregilo, traggano il maggior vantaggio dall’esecuzione del piano concordatario così come formulato.
La massimizzazione del proprio interesse economico avviene, infatti, proprio nella componente azionaria (nella misura del 65% del capitale di Astaldi esdebitata) che il concordato riserva a Salini Impregilo, che per sua natura viene a beneficiare in misura prevalente dalla continuità aziendale.

Da non dimenticare che le banche sono pure beneficiarie esclusive di warrant su ulteriori azioni della società.

Se a ciò, poi, si aggiunge che Intesa Sanpaolo ed Unicredit oltre ad essere socie di Salini e creditori concorsuali di Astaldi, sono altresì finanziatori e fideiussori di entrambe le società, è ben evidente come a quella partecipazione azionaria nel capitale di Salini del 10%, si aggiunga il ben rilevante apporto economico creditizio, al punto che non è peregrino affermare che le stesse detengano una “maggioranza psicologica” in grado di ingerire e condizionare le scelte strategiche dello stesso assuntore.
 
 
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