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I consumatori famosi di eroina in Usa
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Articolo di Redazione
4 agosto 2018 14:44
 
 Il Club dei 27 è stato unto dall'eroina. Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison erano una squadra che si batteva contro la droga che, in un modo o nell'altro, ha finito per metterli a tacere. Molti altri artisti hanno scelto quel viaggio prematuro che si conclude con genialità e ingenuità. Ma questa epidemia mortale che perseguita gli Stati Uniti non conosce età, fama o professioni. È una crisi che nessun governo è riuscito a fermare. Nel 2016, l'ultimo anno per cui sono disponibili dati, quasi un milione di americani ha usato eroina almeno una volta, una cifra che non ha smesso di crescere dal 2007, secondo i dati di una indagine nazionale sull'uso e le conseguenze sulla salute della droga. Ogni volta che il dibattito su come fermare l'uso di oppioidi si placa, ecco che irrompe una notizia da brivido su qualche tabloid e il dibattito si rianima. La recente overdose della cantante Demi Lovato, attrice ed ex star di Disney Channel, ha riaperto la discussione.
La ex-chica di Disney, che avrebbe compiuto 26 anni il prossimo20 agosto, è stata ricoverata in ospedale il 24 luglio dopo aver subito un'evidente overdose inizialmente attribuita all'eroina. Questa ipotesi è stata smentita alla CNN da una fonte vicina all'artista, ma le notizie di primo piano della settimana hanno inserito la storia di questa artista nel novero dei messaggi a sostegno dei tossicodipendenti famosi.
La morte dell'attore Philip Seymour Hoffman nel 2014 è stato uno dei casi famosi più recenti di uso di eroina. L'ultima immagine della star di Hollywood, con un ago inserito nel braccio, ha aperto un dibattito globale. In particolare negli Stati Uniti, l'epidemia di oppioidi è iniziata negli anni '90, quando i medici hanno iniziato a prescrivere oppiacei legali, senza il controllo medico, per alleviare il dolore. Il governo federale ha imposto di conseguenza una serie di restrizioni all'accesso a queste sostanze e molti pazienti sono andati in cerca di eroina nel mercato nero per poter godere di quell’effetto che in gergo si chiama "luna di miele".
Un anno prima della morte di Seymour Hoffman i fan della serie Glee hanno pianto la morte di Cory Monteith. Il protagonista di questa commedia musicale interpretava Finn Hudson, un bravo ragazzo di una scuola superiore dove gli emarginati cercavano di farsi spazio attraverso la musica. Monteith aveva ammesso nelle interviste che da adolescente faceva forca a scuola per andare a bere e fumare marijuana e questo lo aveva portato a non finire la scuola superiore. Ma la questione era più seria. Nel marzo 2013 è entrato in un centro di riabilitazione, ma a luglio è morto per overdose di eroina e alcol in un hotel di Vancouver, in Canada, sua città natale.
Il piacere momentaneo che dà l'eroina è qualcosa che le sue vittime -famose o meno che siano- combattono al proprio interno per poterlo abbandonare, perché le sue fatali conseguenze sono ben note. Solo nel 2016, la tossicodipendenza ha ucciso 60.000 americani; 35.000 di queste morti sono dovute a overdose di eroina, pura o mista ad altre sostanze. Una decina di anni fa, la designer e star televisiva Nicole Richie ha avuto il coraggio di parlare della sua dipendenza. Richie è stata ricoverata in un centro per la dipendenza da eroina, droga che aveva provato per la prima volta all'età di 13 anni. La separazione dei suoi genitori fu causa perché "la ragazza intontita della televisione" si rifugiò negli oppiacei. In questo caso Richie col tempo è cambiata, ha cominciato volontariamente una cura di disintossicazione per purificare il suo corpo ed è riuscita a fare a meno della droga. Oggi ha la sua propria etichetta di moda, è sposata dal 2010 con Joel Madden, membro del gruppo pop Good Charlotte, ed ha due figli.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante il suo primo anno in carica ha detto che il problema con questa droga rappresenta una "emergenza nazionale". "Stiamo dedicando un sacco di tempo, un sacco di fatica e un sacco di soldi alla crisi degli oppiacei", ha detto Trump, sottolineando che negli ultimi cinque anni questo si è trasformato in "un problema serio". Ma la realtà è che i dati fanno sapere che le overdose da oppiacei sono aumentate del 30% in tutto il Paese in soli 14 mesi tra il 2016 e il 2017, secondo un rapporto del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie. L'eroina è ancora un problema che consuma chi vi si avvicina, che sia famoso o meno.

(articolo di Antonia Laborde, pubblicato sul quotidiano El Pais del 04/08/2018)
 
 
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