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Coronavirus. Di cosa abbiamo bisogno?
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Articolo di Vincenzo Donvito
27 ottobre 2020 14:14
 
  Di cosa abbiamo bisogno in questa crisi sanitaria ed economica? La risposta per eccellenza sarebbe: CERTEZZE!!
Bene. Però sarebbe opportuno che ogni persona, ogni autorità di qualunque scienza o istituzione si assumesse la responsabilità di dire che l’unica cosa che al momento non è possibile avere, sono le CERTEZZE. E noi aggiungiamo che chi le dà fa un gioco - buonafede o meno poco importa - che porta al massacro.
Gli avvisi di quando arriverà il vaccino si sprecano: basta fare un “giro mediatico” e ce n’è per tutti i gusti e per tutte le autorevolezze, scientifiche, ministeriali, venditori di paccottiglie, etc. Se si vuole, ci si può credere e forse essere sereni.
Altrimenti ci sono due possibili atteggiamenti, con comportamenti conseguenziali: disperarsi o darsi da fare per la gestione del presente e la riduzione del danno.

Disperarsi
Per chi vuole disperarsi, come sempre la scelta è libera, ma sarebbe più che opportuno non coinvolgere chi non non è d’accordo. Per cui, chi disperato va in piazza a lanciare bottiglie incendiarie o blocca il traffico o comunque altera il quieto vivere diffuso, è bene che sappia che sta provocando solo reazioni di ulteriore disperazione, oltre quelle logiche di chi è preposto all’ordine pubblico. Sarebbero gradite, invece, manifestazioni di disperazioni con l’uso della parola, della conversazione, dell’istigare il dubbio: il confronto, anche coi disperati, è sempre foriero di lezioni e nuove certezze.

Darsi da fare per ridurre il danno
Per queste persone la scelta è ampia. A partire da se stessi ed estendendo la propria razionalità a chi sta intorno (cosiddetto sociale).
Per se stessi studenti, basta non seguire le indicazioni di quella giovane studentessa fiorentina che, con una lettera pubblicata con ampio rilievo da un quotidiano della sua città, ha trovato nello Stato e nella propria reazione pigra il colpevole delle sue difficoltà… e si è fermata lì.
Per se stessi amministratori, basta non farsi prendere dalla voglia di dover necessariamente tranquillizzare le aspettative di ogni categoria e affidarsi a scadenze precise di risoluzione dei problemi. Ultimo il Sindaco di Milano che ci fa sapere che il livello del traffico aereo tornerà a livelli pre-covid nel 2024 (1)… le previsioni economiche si fanno su dati certi, e vista questa seconda ondata pandemica che pochi prevedevano (soprattutto chi ci amministra), su quali certezze si basa un andamento di una pandemia sanitariamente sconosciuta? Non sarebbe meglio per un Sindaco o un qualunque altro amministratore, impegnarsi per la gestione del presente e/o questioni che comunque si basano sull’esistenza della pandemia (tipo: non far chiudere teatri e ristoranti, ma capire come farli funzionare in pandemia)?
Per se stessi lavoratori e/o professionisti autonomi, basta non aspettare solo lo Stato elargitore di aiuti, ma fare tesoro della propria professionalità per adattarla ad una realtà pandemica, dove i servizi servono anche se diversi da come erano e da come venivano elargiti in periodo non-pandemico.
E, di conseguenza, ogni persona, inclusi i lavori dipendenti, nel proprio mondo, di lavoro e di affetti e di interessi.

"Ask not what your country can do for you; ask what you can do for your country" ("Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese"). Questa è una delle frasi più famose della storia del Novecento. Ed è la frase che John Fitzgerald Kennedy ha pronunciato il giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, il 20 gennaio 1961.
Frase che aggiorniamo con: chiedi cosa puoi fare tu per il tuo Paese e per te stesso.

NOTA
1 - Il trasporto aereo tornera' ai livelli pre-Covid nel 2024. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenendo a un convegno online organizzato da Rcs Academy. "Il mondo di prima, pre-Covid era basato su mobilita' e consumi, noi presumevamo di poterci muovere con estrema facilita' e in un modo o nell'altro si consumava. Il mondo attuale e diciamo del futuro sara' un mondo in cui la mobilita' cambiera' e probabilmente per un lasso di tempo significativo non sara' cosi' facile", ha detto Sala, ricordando che "il Comune di Milano e' azionista di maggioranza di Sea", la societa' che gestisce gli aeroporti milanesi. "Vediamo tutta una serie di studi sul trasporto aereo - ha riferito il sindaco - e ci dicono che si tornera' al pre-Covid tendenzialmente nel 2024. Per cui immaginate quanto sara' difficile. Poi l'economia trova il suo adattamento, ma e' naturale che si andra' verso settori che saranno attrattivi, dove i finanziamenti arriveranno". (agenzia Nova).
 
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