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Crisi oppiacei in Usa. Un programma in otto punti
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Articolo di Redazione
1 ottobre 2017 19:49
 
  La dipendenza da oppiacei si e’ sviluppata come fosse una potente malattia influenzale tra gli americani, cosi’ come hanno rilevato alcuni scienziati, contribuendo a far calare le aspettative di vita.
Le overdosi per farmaci, di cui circa i due terzi sono per prescrizioni di oppiacei, eroina e oppioidi sintetici, hanno ucciso 64.000 americani lo scorso anno, il 20% in piu’ rispetto al 2015. Un numero che e’ anche il doppio rispetto al 2005, e vicino al quadruplo rispetto al 2000, quando casi del genere si verificavano piu’ che altro come incidenti.
Il presidente della "Commission on Combating Drug Addiction and the Opioid Crisis", a luglio scorso aveva rilevato “che si trattava della prima e piu’ urgente raccomandazione” che aveva fatto al presidente Trump perche’ dichiarasse una emergenza nazionale, per devolvere i fondi di emergenza per la crisi e "allertare ogni americano a questo semplice fatto: se questo flagello non ha colpito te o la tua famiglia, senza un’azione urgente da parte di tutti, presto riguardera’ anche te". La relazione finale della Commissione è stata presentata in un mese.
Trump non ha dichiarato un’emergenza, e non si possono considerare come urgenti i passi fatti fino ad oggi dalla Casa Bianca. Il budget del Presidente per il 2018 prevede un incremento di spesa per il trattamento delle dipendenze non oltre il 2%, inclusi 500 milioni che il Congresso aveva previsto in merito nel "21st Century Cure Act".
Le famiglie di tutti gli Stati Uniti stanno domandando cosa debba essere fatto di piu’ per porre fine alla disperazione e alla devastazione della dipendenza. Qui proponiamo 8 punti per farlo, includendovi anche alcune raccomandazioni al presidente della commissione.

Salvare le vite. I consumatori devono essere tenuti in vita abbastanza a lungo perche’ possano fruire di un trattamento. Dalle prime informazioni presso i centri di emergenza, si sa che questi centri non dispongono di adeguate forniture di naloxone, il farmaco che può salvare qualcuno che e’ andato in overdose di oppiacei, in particolare fentanyl, un farmaco così tossico che richiede dosi multiple di naloxone per rimediarvi. Entrambe le agenzie federali e sanitarie possono negoziare prezzi più bassi e ampliare l'accesso al naloxone ed aiutare le farmacie che lo offrono già in molti Stati senza prescrizione. Il Congresso può dare il suo aiuto approvando una legislazione che protegga chi somministra naloxone dalle specifiche responsabilità. Il governo ha anche bisogno di spendere di più per lo scambio di aghi e programmi di diffusione di siringhe pulite che combattano le malattie infettive che sono associate alla condivisione di aghi.
Curare, non arrestare. Quasi 300 posti di polizia in 31 Stati ora partecipano alla "Police Assisted Addiction and Recovery Initiative", che offre un trattamento per i consumatori di droga che chiedono aiuto alle autorità, un approccio ispirato ad un programma stabilito a Gloucester, Massachusetts. I funzionari lavorano ad un call-center per far si’ che i tossicodipendenti vadano nei centri di trattamento e di recupero, con un impegno economico contenuto e che promette risultati più duraturi rispetto a quelli che prevedono continui arresti.
Fondi per i trattamenti. L'abrogazione dell’Obamacare elimina i trattamenti finanziati da Medicaid per migliaia di tossicodipendenti. I repubblicani dovrebbero smettere di tentare di abrogare questa legislazione e sollecitare, invece, altri Stati perche’ espandano i trattamenti previsti col Medicaid, che ha gia’ contribuito a salvare diverse vite negli Stati più colpiti dalla crisi degli oppiacei.
Combattere la demonizzazione. La demonizzazione della dipendenza da oppiacei ha indebolito quasi tutti i tentativi di ridurre le sue conseguenze. Per aiutare gli americani - e anche alcuni medici - il Dr. Kelly Clark, psichiatra delle dipendenze e presidente della "American Society of Addiction Medicine", sta chiedendo uno sforzo come quello fatto coi "Centers for Disease Control and Prevention to fight AIDS". Negli anni '80, l'agenzia ha inviato un brochure, "Understanding AIDS", ad ogni residente negli Stati Uniti per combattere gli ostracismi culturali e aiutare gli americani che erano soggetti a rischio perche’ facessero le analisi e, nel caso, avviassero dei ttrattamenti. In questo momento, la medicina sulle dipendenze è una specialità disperatamente necessaria ma relativamente presente. Il governo federale potrebbe fornire incentivi alle scuole affinché gli studenti di medicina scelgano specializzazioni che abbiano a che fare con le dipendenze e lavorino nelle comunità dove questi servizi sono piu’ scarsi.
Trattamenti e assistenza medica di supporto. Uno dei metodi più efficaci per trattare la tossicodipendenza è attraverso terapie continue come quelle con metadone, naltrexone e bupremorfina. Diversi studi suggeriscono che questi farmaci proteggono dalle ricadute, nonché dai problemi sanitari legati alla dipendenza, consentendo alle persone di tornare al lavoro e di ricostruirsi la loro vita. Tuttavia, meno di un terzo dei centri convenzionali per trattamenti del genere negli Stati Uniti hanno questo approccio. Al contrario, le agenzie di salute mentale aiutano i poveri con programmi inefficaci e brevi senza che siano seguiti negli sviluppi. Alcuni centri non pienamente specializzati in questi programmi non danno a queste persone metadone o altri trattamenti simili, sostenendo che non si tratta di soggetti "recuperabili"; le persone che lottano contro la dipendenza possono essere vulnerabili verso "cure" o "eccessi" di riabilitazioni "disintossicanti", così come accade all’interno di alcune famiglie (che spesso devono pagare le stesse cure). Il governo federale potrebbe incoraggiare una più ampia accettazione di questi trattamenti con una migliore formazione per i medici, gli assistenti medici e gli infermieri negli ospedali, esperti di gestione sanitaria e che lavorano nei centri sanitari qualificati a livello federale; perche' Medicaid e Medicare possano ampliare la copertura dei trattamenti continui di questi farmaci; e perche' le opzioni farmacologice approvate dalla Food and Drug Administration siano disponibili presso i centri di trattamento che ricevono finanziamenti federali.
Rafforzare l’uguaglianza in ambito di malattie mentali. Una buona metà del 70 per cento delle persone affette da problemi di abuso di sostanze, e’ soggetta anche a depressione, stress post-traumatico o altri disturbi mentali -ha detto, a giugno scorso, John Renner, presidente dell’American Academy of Addiction Psychiatry. La legge sulla uguaglianza delle malattie mentali e sulla dipendenza, del 2008, vieta agli assicuratori di prevedere condizioni meno favorevoli per la salute mentale e il trattamento delle tossicodipendenze, rispetto a quello che offrono per altre terapie mediche o chirurgiche. Alcuni assicuratori pero’ violano la legge, imponendo limiti di trattamenti o requisiti per alcune autorizzazioni piu’ costose. Il governo federale dovrebbe garantire un’applicazione piu’ rigorosa di questa legge sulla parità, una situazione di cui oggi si sono fatti carico gli Stati, informando gli americani sui loro diritti nel trattare con assicuratori che violano le leggi.
Istruire gli esperti di terapie del dolore. La crisi degli oppiacei è radicata nel nostro sistema sanitario: i medici americani li prescrivono per la gestione del dolore a livelli molto più alti di quanto i loro colleghi li prescrivono in qualsiasi altra nazione. La dipendenza da questi farmaci può portare, quando non si hanno piu’ prescrizioni disponibili, all'uso di eroina e fentanyl. In California, una recente indagine del quotidiano "The Sacramento Bee" ha rilevato che, l’anno scorso, in almeno cinque contee c'erano più prescrizioni per gli oppiacei rispetto ai residenti. Nel Massachusetts, lo Stato ha collaborato con scuole dentistiche e mediche per assicurare che tutti gli studenti ricevessero una formazione per la gestione degli oppiacei prescritti e la prevenzione del loro uso improprio. Il Dipartimento federale dell'istruzione potrebbe far si’ che questo venga fatto per tutti gli studenti di medicina. Nel frattempo, gli Stati e il governo federale dovrebbero continuare a perseguire i produttori di farmaci, le cui pratiche irresponsabili sono alla base di questa crisi.
Avviare la prevenzione presso i giovani. Uno studio del 2015 del National Institute on Drug Abuse aveva rilevato che il “Life Skills Training” (ndr formazione per essere in grado di vivere) per i ragazzi al settimo anno di scuola (12-13 anni) li aveva aiutati ad evitare l'abuso di oppiacei prescritti durante questi loro anni di adolescenza. La ricerca suggerisce che i “Life Skills Training” funzionano meglio delle lezioni tradizionali contro gli antidolorifici, rafforzando l'autostima, la decisione e le capacità di comunicazione dei bambini. Nel Kentucky, uno Stato con uno dei tassi mortali più elevati per gli oppiacei, i funzionari sanitari puntano a programmi come Metamorphosis, in cui i consiglieri lavorano con i bambini all'aperto, utilizzando il ciclo di vita della farfalla monarca per discutere le scelte che i bambini stessi affrontano mentre crescono.

Questo non e’ affatto un elenco esaustivo. Sono ancora allo studio e in discussione strategie come le "scuole superiori di recupero" per adolescenti a rischio, centri per iniezioni sicure (ndr. narcosale) e programmi di trattamento per tutta la famiglia. Ma e’ comunque un percorso verso una ripresa nazionale dalla più grave crisi sanitaria della storia recente.
Alcuni stanno contrastando gli aspetti compassionevoli verso le vittime prevalentemente bianche della dipendenza oppiacea e la risposta punizionista del governo all'epidemia di crack, ci insegna che la stessa e' solo servita a devastare le comunità nere. Facciamo si’ che il danno provocato da quella durezza sia una lezione su come non trattare i tossicodipendenti. Il governo ha bisogno di salvare gli americani, non di abbandonarli.

(editoriale del New York Times del 01/10/2017)
 
 
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