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Dove in Usa infuria ancora la guerra alla marijuana
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Articolo di Redazione
4 maggio 2019 19:27
 
 In Usa nel 2017, il 6% di tutti gli arrestati sono finti in prigione per possesso di marijuana, come ci mostrano i dati dell’FBI, evidenziando l’impegno di questa polizia per il mantenimento della legalità in 10 Stati e nella capitale della nazione.
Ma la cifra non evidenzia le considerevoli variazioni di applicazione a livello statale e locale. In molte aree del Paese nel 2016, oltre il 20% di tutti gli arresti è derivato dal possesso di spinelli, secondo quanto fatto sapere di recente sugli arresti nelle contee diffusi dall'archivio nazionale dei dati sulla giustizia penale. La cifra supera il 40 percento in una manciata di contee, superando il 55 percento in una contea della Georgia.
I dati sono sugli arresti, non sugli individui, quindi non c'è alcun meccanismo per non considerare nella percentuale i recidivi. Né include arresti per la vendita o produzione di marijuana. Ma i numeri mostrano ancora come la marijuana continua a costituire una parte importante dei numerosi casi di cui si occupa la polizia.
Queste informazioni riflettono, in parte, alcune semplici realtà: il governo federale incentiva l'applicazione aggressiva delle leggi sulla droga con finanziamenti per task-force specifiche e norme sulla confisca che consentono alle agenzie di non usare tutto il denaro che viene destinato loro alla bisogna e di mantenere altri oggetti di valore che sequestrano durante le operazioni antidroga.. E poiché la marijuana è molto diffusa e presente rispetto ad altre droghe, è spesso facile per la polizia fare operazioni del genere.


Ma dato che la marijuana ricreativa è legale in tutto l'Occidente, e che due terzi dell’opinione pubblica sostengono la legalizzazione, coloro che sono critici verso queste azioni di polizia considerano le stesse come tattiche aggressive quanto dispendiose, inefficaci e persino applicate in base a pregiudizi razzisti.

"Mentre i fautori della guerra alla droga spesso dicono che stanno perseguendo coloro che promuovono questo mercato, la realtà è che la polizia quasi sempre sta dietro agli attori minori: le persone che consumano droghe - specialmente la marijuana, che è facile da trovare - o i piccoli pusher saltuarui", dice Maria McFarland Sánchez-Moreno, direttrice esecutiva della Drug Policy Alliance, un gruppo che sostiene la legalizzazione della marijuana.
A livello nazionale, alcune statistiche sugli arresti a livello di contea risalgono al 2016, l'ultimo anno per il quale sono disponibili dati. In alcuni Stati per lo più conservatori, che vanno dal Nord Dakota al Texas, in molte contee l'applicazione delle norme sulla marijuana va anche oltre il 10% di tutti gli arresti, ben al di sopra della media nazionale.
Ma questi Stati conservatori non sono affatto soli. Sulla costa orientale, New York e New Jersey si distinguono per tassi di arresto relativamente alti per il possesso di marijuana. Nel New England, il New Hampshire - lo stato "Vivi libero o muori" - ha anch’esso un alto numero di arresti rispetto agli altri Stati vicini.
Gli Stati che hanno legalizzato la marijuana, d'altra parte, tendono ad avere meno arresti. In Colorado e Washington, dove l'uso ricreativo era legale da due anni al momento della raccolta di questi dati, poche contee andavano oltre il 2,5%, tra tutti gli arresti, per questioni legate alla marijuana. Non una singola contea in California, che ha legalizzato questa droga nel 2016, ha raggiunto quella soglia. Anche Alabama e Kentucky - che non sono noti per le politiche liberali sulla marijuana - sembravano attribuire bassa importanza all’applicazione delle leggi sul possesso di marijuana.
I dati mostrano che la contea di Dooley, nel Galles, ha il più alto tasso di arresti di marijuana della nazione. Dei 422 arresti totali nel 2016, 230, o il 54,5%, erano per possesso di marijuana.

La successiva percentuale più alta è stata quella della Hamilton County, nella catena montuosa Adirondack di New York, dove il 43,5% dei 130 arresti registrati nel 2016 riguardava reati di marijuana. Seguono le contee di Sterling (42.1) e Hartley (42.0) in Texas, con la contea di Edmunds (33.3%) del Sud Dakota che chiude le prime cinque posizioni.
Mentre queste contee sono tutte di piccole dimensioni e rurali, alcune contee più grandi all'interno e intorno alle grandi città hanno anche riportato tassi di arresto insolitamente elevati. A Chesapeake, in Virginia (233.000 abitanti), ad esempio, il 23% dei suoi quasi 3.600 arresti riguardava il possesso di marijuana. Nella contea Montgomery del Maryland (1 milione di abitanti), appena fuori Washington D.C., circa il 20% dei suoi 24.000 arresti erano per gli spinelli.

"Facciamo rispettare le leggi che ci vengono date", ha detto il portavoce del dipartimento di polizia di Chesapeake, Leo Kosinski, facendo notare che la marijuana rappresenta una quota molto più piccola di tutti i reati commessi in città perché molti arresti includono accuse multiple per unasola persona sospettata. In questi casi, l'arresto viene segnalato all'FBI per il reato più grave.

Diane Goldstein, ex tenente comandante del dipartimento di polizia di Redondo Beach in California, fa parte del consiglio della Law Enforcement Action Partnership, un gruppo che sostiene la diminuzione dei divieti sulla marijuana. Secondo lui molti gruppi di polizia non vogliono che la marijuana sia legalizzata nelle loro giurisdizioni, perché minerebbe la loro capacità di svolgere attività di polizia e, di conseguenza, farebbe entrare meno soldi. "Lo status quo consente alle forze dell'ordine e alle loro associazioni di trarre profitto in molti modi", ha detto. "La marijuana continua ad essere un modo semplice per avere un buon motivo per perquisizioni, arresti e confisca di beni civili".

Un altro aspetto importante è assente dallo studio. Le singole agenzie di polizia condividono le statistiche sugli arresti con l'FBI come parte del loro programma di segnalazione del crimine diffuso. Ma la partecipazione a questo programma è volontaria e diversi Stati usano sistemi diversi per denunciare i crimini e trasmettere o meno i dati, il che significa che alcune giurisdizioni hanno una copertura più completa di altre.


La cartina qui sopra omette tutte le giurisdizioni in cui il tasso di segnalazione è inferiore al 90%, il che elimina vaste parti di alcuni Stati e ne rimuove completamente altri, come Illinois e Florida.
Non tutti gli arresti per marijuana portano a condanne o reclusione in prigione. Ma un arresto può essere altamente dirompente di per sé: le spese legali, i costi di cauzione e i relativi obblighi di spostamenti e presenze, il tempo perso per il lavoro e il tempo per la detenzione in attesa di giudizio possono comportare un pesante fardello per chi è arrestato. In alcuni casi, i sospetti sono stati uccisi inavvertitamente o deliberatamente mentre erano sotto la custodia della polizia per possesso di piccole quantità di cannabis.
In un recente caso molto grave, un uomo della Pennsylvania è stato schiacciato da un bulldozer mentre fuggiva dalla polizia che tentava di arrestarlo per il possesso di 10 piante di marijuana - una quantità legale in altre parti del Paese.
"È perverso che, anche se la marijuana diventa legale in molti Stati e anche in altri Paesi, centinaia di migliaia di persone continuino ad essere criminalizzate per la marijuana negli Stati Uniti", ha dichiarato McFarland della Drug Policy Alliance. "La guerra alla marijuana è tutt'altro che finita".

(articolo di Christopher Ingraham, pubblicato sul quotidiano Washington Post del 15/04/2019)
 
 
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