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Droghe e mercato 2019. Attualità
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Articolo di Vincenzo Donvito
26 luglio 2019 15:18
 
 Quando si pensa allo spaccio e all’acquisto di droghe illegali, l’immagine è quella del più o meno bieco spacciatore all’angolo di una strada, un po’ dismesso e nel buio, che scambia la merce col timoroso acquirente che si guarda intorno per controllare che nessuno sia testimone e magari pronto alla fuga. Non solo. Poi ci sono quelli “più moderni” che acquistano online (non proprio nel dark web…) e che, ben dissimulata e anonimicizzata, la merce gli arriva a casa.
Ma per meglio capire cosa sia oggi la vendita di droghe illegali, degna di una qualche fiction cinematografica, c’è quella smantellata dall’alba di oggi dalla Polizia di Palermo. “H24 Evolution”. E’ il nome dell’operazione che a partire dal quartiere della Zisa del capoluogo siciliano ha provveduto a questo smantellamento di una azienda criminale che, con servizio di centralino 24 ore su 24, era in grado di soddisfare con consegna a domicilio le domande che gli arrivano da ogni parte della città, e se qualche “rider” ad ore un po’ proibitive (4 di mattino) si rifiutava di farlo, veniva redarguito se non proprio allontanato dal servizio; stesso rischio per chi aveva livelli di produzione considerati al di sotto della soglia minima aziendale. L’operazione di polizia ha portato a 16 arresti.
Questo è quanto ottenuto dalla Polizia dopo indagini che hanno richiesto tempo.
Ci viene anche da immaginare che, visto che i sequestri di droghe illegali aumentano e aumentano anche i consumatori, questi sequestri di spacciatori organizzati rappresentano solo una piccola parte del mercato del settore. Quanto finisce nelle manette delle autorità è solo la punta di un iceberg… neanche destinato a liquefarsi visto che l’effetto riscaldamento climatico (maggiore attenzione e successi delle forze di polizia) in questo ambito ha un effetto contrario rispetto ai monoliti del Polo Nord.

Non è difficile immaginare che a questi artigiani con il call center H24 ce ne siano altri con app digitali e, magari, con ampi poteri di distribuzione al dettaglio rispetto ad una città di medie dimensioni come Palermo.

Alcune leggi base dell’economia di mercato (legale o meno che sia) sono valide in entrambe le direzioni; cioé: la domanda fa il mercato, il mercato fa la domanda. Non si sa dove finisce uno e inizia l’altro, e viceversa. Ma nel mercato legale ci sono alcune regole che impediscono che un attore possa fare male all’altro, nonchè che gli attori non facciano male a consumatori e utenti. Nel nostro mercato illegale non è invece così. Ecco alcune domande e risposte tipiche: la troppa droga in circolazione fa male e quindi – secondo i sostenitori dell’attuale regime proibizionista - è colpa di chi non impedisce che queste quantità circolino: più polizia e più pene sono necessari. Oppure la tanta droga che circola è colpa di coloro che, consumatori di queste sostanze per svariate ragioni più o meno personali, fanno alzare la domanda, e quindi – sempre secondo i fautori dell’attuale regime proibizionista – è colpa di genitori, scuola, informazione, costumi troppo permissivi: non dobbiamo essere permissivi.
Ma in regime proibizionista risposte come queste, e anche più in generale, non esistono e non hanno senso. Né per chi offre né per chi consuma. E lo stesso non valgono per chi governa e amministra. Si potrà solo continuare ad essere in un continuo sbattersi in faccia ognuno le proprie presunte responsabilità. In questo regime mancano quelli che culturalmente vengono chiamati “paletti”, ché il regime proibizionista ha senso di esistere proprio perché i “paletti” non ci sono.
Offriamo queste considerazioni ai nostri legislatori.
 
 
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