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Evasione fiscale = narcotraffico
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Articolo di Vincenzo Donvito
29 ottobre 2013 14:13
 
 Evasione fiscale = narcotraffico: perche' sono uguali? Perche' tutti, istituzioni e cittadini, sanno che esistono, convivono con esse e non fanno il giusto per abolirle. Chi non conosce una vittima dell'evasione fiscale alzi la mano. Deserto totale! Chi non conosce una vittima del narcotraffico. Forse qualche manina si alzera'.

Chi sono le vittime dell'evasione fiscale
L'evasore stesso e tutta la comunita', perche' i mancati introiti da parte dell'Erario portano a difficolta' economiche che si riversano su tutti. Certo, l'evasore “se ne fotte” tanto il “fottere” lo Stato e' proprio quello che gli crea vantaggi che altrimenti non raggiungerebbe. Contento lui, che vive nella sua villa con piscina classificata come non di lusso, o che va in vacanze altrimenti inabbordabili, o che ha in casa elettrodomestici che gli costano ufficialmente dieci volte la propria dichiarazione dei redditi... fino a quello che -spesso non-italiano- se non fa l'evasore non ha neanche un centesimo per sfamare i propri bimbi.

Chi sono le vittime del narcotraffico

Il trafficante stesso (ai vari livelli fino allo spacciatore di strada) e tutta la comunita', perche' il costo che lo Stato (per propria volonta' e per adesione a trattati internazionali) sostiene per farvi fronte e' talmente ingente che porta ad utilizzo di ingenti fondi per sicurezza (polizia, giustizia) e salute altrimenti utilizzabili, e che quindi portano a difficolta' economiche che si riversano su tutti. Certo, il trafficante “se ne fotte” tanto il “fottere” lo Stato e' proprio quello che gli crea vantaggi che altrimenti non raggiungerebbe. Contento lui, che vive nella sua villa con piscina che e' come un fortino attrezzato con guardie armate invisibili ai piu' e soprattutto alle forze dell'ordine, e che ha in casa tutto quello che lo fa sentire sicuro e che, se avesse fatto un lavoro “normale” al massimo sarebbe stato in una casa popolare o nella categoria degli evasori fiscali.... fino a quello che -spesso non italiano- se non fa il trafficante/spacciatore non camperebbe.

Le motivazioni individuali
Alla base di entrambi i soggetti che “scelgono” l'evasione fiscale o il traffico/spaccio di droghe, c'e' l'insoddisfazione. A partire dagli sbocchi lavorativi che, il mondo in cui erano vissuti prima di porsi il problema di sbarcare il lunario, offriva loro; fino ad una presa d'atto che il “cosi' fan tutti” e' un metodo per non essere costretti a vivacchiare. Non si hanno alle spalle famiglie facoltose che hanno trasmesso una eredita', o magari si hanno alle spalle famiglie facoltose che erano tali per le frodi al fisco o per il business della droga illegale. Il desiderio del lusso o la disperazione -perche' li respingono non essendo nati in Italia e non arrivati qui gia' con un fardello economico, ma fuggendo da fame e guerre- li portano a fare la scelta dell'illegalita', visto che, tutto sommato “e' facile” e “i pericoli -di vita e liberta'- sono piu' bassi di quelli di un autotrasportatore che col suo camioncino tutti i giorni va da sud a nord col suo carico di frutta e verdura”.

Le motivazioni dello Stato (perche' lo Stato non interviene o interviene male)
L'evasione fiscale pare che sia di piu' di 100 miliardi di euro ogni anno (stime).
Il business delle droghe illegali pare che sia altrettanto (stime).
Quanti milioni di persone vivono grazie a questi introiti? Non abbiamo numeri precisi, ma e' facilmente deducibile che stiamo parlando di decine di milioni.
Lo Stato lo sa bene questo. Chi ci governa e fa le leggi, se non e' consapevole di questo e' uno sciocco o e' in malafede o e' complice. Ecco che contro l'evasione fiscale si fanno leggi per la lotta alla stessa, ma, a fronte di costi sempre piu' alti per questa “lotta” dello Stato, i risultati non ci sono. Lo stesso accade per il business delle droghe illegali: i settori relativi alla sicurezza pubblica sono intasati e sempre piu' costosi e inefficaci di far fronte alla gigantesca onda che ci arriva da tutte le parti del mondo e che ormai vegeta dietro ogni albero e ogni siepe del nostro Stivale.
Se con la bacchetta magica si potesse far finire l'evasione fiscale o le politiche antidroga finora perseguite (quelle proibizioniste e repressive) dessero i loro frutti... che cosa succederebbe? Milioni e milioni di disoccupati (dove i sei milioni comunicati in questi giorni non solo sarebbero briciole, ma mine vaganti: non si puo' escludere che coloro che si iscrivono alle liste di disoccupazione o “rinunciano” a cercare lavoro, vivano, e per farlo siano nelle due illegalita' di cui stiamo ragionando).
Stiamo parlando di due fenomeni economici di illegalita' che sarebbe impensabile di abolire, ma per i quali c'e' solo una possibilita': lo Stato li gestisca da se', strappandoli alle mafie criminali che oggi li gestiscono, siano esse i consulenti commerciali/tributari che le famiglie/cartelli delle droghe.
Questa e' solo una indicazione e non l'aspirina (….che oggi pare che curi anche il cancro). Ci sarebbe da cominciare a pensare in due direzioni:
- a seguito di una potentissima caduta del peso fiscale per i contribuenti grazie a politiche di liberalizzazione che tengano lo Stato SEMPRE fuori dalla gestione dei servizi pur esercitando controlli, sia lo stesso Stato a dirci quanto dobbiamo fiscalmente contribuire (si pensi, per esempio, all'eliminazione del contenzioso per errata dichiarazione);
- gli esseri umani hanno il piacere di drogarsi con varie sostanze, e non gli bastano alcool e tabacco e videogiochi: lo Stato si appropri (come sta gia' facendo in altre parti del mondo, tipo alcuni Stati Usa, Uruguay, Portogallo e Olanda) della possibilita' di regolamentare questo mercato; non solo spariranno le bande criminali che lo gestiscono, ma sai quanti posti di lavoro, quante nuove tasse...

E quelli che volevano vivere nel lusso e ci riuscivano solo perche' legati a fenomeni di illegalita'?
Certamente non spariranno, ma si ridimensioneranno. La maggior parte sono i cosiddetti piccoli evasori fiscali o la manovalanza dei narcos, a cui lo Stato offrirebbe maggiori possibilita' che non oggi. E perche' uno dovrebbe scegliere l'illegalita' se puo' vivere nella legalita' ottenendo i medesimi risultati economici (o simili, ma senza tutti i giorni rischiare galera o morte) e col vantaggio di far parte di una societa', di una comunita' che funziona anche grazie a te e che ti ricambia con servizi funzionanti?
 
 
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