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Il fascismo dell’antifascismo? No! Solo pericolose e dannose distrazioni. Il caso Firenze e non solo
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Articolo di Vincenzo Donvito
11 maggio 2019 10:05
 
 E’ difficile, ce ne rendiamo conto. E’ difficile non apostrofare come “fascista” un qualunque comportamento che possa essere lesivo della libertà propria e altrui. E’ la storia del nostro Paese che ci ha “condannato” a dover far uso di questa terminologia. Che, per esempio, da amici di provata fede democratica e illuminata - ma non addetti ai lavori, storici e politici - che abitano in un’isola del Pacifico del Sud mi hanno chiesto “ma che vuol dire di preciso ‘fascismo’ e quale differenza col nazismo?”. Una “condanna” che, ovviamente, porta a dare valore all’antifascismo. A parte la nostra diffidenza per tutte le pratiche civiche e politiche che per caratterizzarsi hanno bisogno del prefisso “anti” (1), è innegabile che i comportamenti apostrofati come fascismo sono spesso negazione delle libertà di tutti? Secondo alcuni sembra proprio di sì. E tra questi, per esempio, chi ha negato la presenza di una casa editrice riconosciuta come fascista alla fiera del libro di Torino, oppure alcuni candidati alla carica di Sindaco del Comune di Firenze che, invitati ad un confronto fra tutti i concorrenti, hanno rifiutato di esserci perché era stato invitato anche il candidato di un movimento riconosciuto come fascista.
E’ proprio da questo ultimo esempio che vogliamo sviluppare una riflessione di pratica civica. Se questo candidato Sindaco “fascista” è candidato, vuol dire che lo può essere, oppure sono complici del cattivo controllo gli addetti all’accettazione della candidatura? Non ci pare di aver sentito e registrato una denuncia in questo senso. Non solo, ma chi si candida a Sindaco e non ha voluto partecipare a questo confronto, sembra che abbia tra le sue prerogative di campagna elettorale quella della difesa della legalità… è illegale un candidato a Sindaco che ha passato “indenne” tutto l’iter burocratico per proporsi al voto? Crediamo di no. Nello stesso tempo, crediamo che in campagna elettorale non bisogna solo attirare i voti dalla parte di coloro che sono già convinti che il fascismo sia stato un crimine per il nostro Paese (tipico “sport” che si manifesta tra le varie liste di sinistra antifascista), ma convincere soprattutto coloro che la pensano diversamente, spiegando loro la bontà delle proprie proposte rispetto alle altre… ma se questa spiegazione avviene in termini del tipo “non faccio parlare e metto in galera quelli che la pensano come te, a meno che non la pensino come me”, crediamo che si vada poco lontano per una chiara scelta sulla governabilità.
Una serie di domande (che in parte hanno anche delle risposte) che tutti dovrebbero porsi. Un po’ come accade in Usa, dove è anche sdoganato il simbolo nazista… forse gli Usa non sono un Paese democratico?
Alcuni, leggendoci, potrebbero dire: ecco i soliti ispirati dal pensiero liberale che poi si alleano anche coi fascisti pur di governare. A parte che noi (Aduc) non ci alleiamo con nessuno perché non chiediamo voti e poteri ma dispensiamo servizi e opinioni per chiunque (e sottolineiamo che questo ci è concesso proprio dall’appartenenza del nostro Paese ai cosiddetti regimi occidentali, di cui gli Usa sono il maggior punto di riferimento)… se storicamente alcune organizzazioni che taluni chiamano fasciste esistono, ci sarà pure un motivo perché esistono e non sono bandite: dal vecchio MSI (Movimento Sociale Italiano di Almirante) ai suoi eredi di Alleanza Nazionale o Fratelli d’Italia, fino ai diversi gruppi della cosiddetta estrema destra (Forza Nuova, Casa Pound, etc). Noi crediamo che ciò accada perché ci sono alcune storture nei nostri codici (reati d’opinione, per esempio) che non aiutano alla chiarezza, ma lasciano aperte per l’appunto le porte alle diverse interpretazioni che, poi, avvalorano come cultura dominate essere “anti” e non qualcosa di positivo in sé. Per concludere, per i maligni: chi scrive era in piazza in il 25 aprile :-)
E aggiungiamo, non crediamo che chi si dice antifascista abbia un comportamento fascista, ma solo che sia vittima di pericolose e dannose distrazioni per il buon e giusto governo civico di una città, una Regione, un Paese che non può che contenere tutti, soprattutto i diversi da noi stessi.

1 - che vuol dire riconoscere valore assoluto all’avversario, sì da classificare il proprio valore solo come contrapposizione a qualcos’altro.
 
 
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