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Governo. L'ammuina di Salvini e Di Maio per conquistare elettori
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Articolo di Primo Mastrantoni
23 aprile 2019 11:21
 
 "Facite ammuina", è un detto napolitano e sta per "fate finta".
La frase ha origine da un aneddoto, del 1841, riferito ai marinai della Real Marina del Regno delle Due Sicilie.
All'ordine degli ufficiali "Facite ammuina", tutti i marinai che erano a prua dovevano andare a poppa e quelli a poppa a prua. In questo modo si dava la sensazione della operatività dell'equipaggio.

La frase non ha conferme storiche, ma quello che possiamo confermare è, invece, che "facite ammuina" è quello che stanno facendo i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Ognuno rivendica un ruolo, fasullo, che ha fatto le fortune elettorali, prima, e i sondaggi elettorali, ora.

Salvini passa per l'Homo faber, quello che risolve i problemi, un capo, in altre parole "Il Capitano", come è chiamato, anche perché indossa le divise della Polizia di Stato, e, quindi, individuato, nella visione collettiva, come  il condottiero capace di guidare l'Italia.
Invece, non ha risolto nulla, come abbiamo potuto dimostrare in altri interventi, analizzando i provvedimenti che fanno riferimento alla sua attività. Quota 100 è una misura provvisoria legata alle disponibilità finanziarie che, notoriamente, sono scarse (altrochè abolizione della legge Fornero) e le norme sulla legittima difesa non servono né alla legittima né alla difesa.
Nel dizionario, l'Homo faber è l'artefice, capace di creare, costruire, trasformare l'ambiente e la realtà in cui vive, adattandoli ai suoi bisogni, in questo caso, quelli di Salvini, cioè quelli del potere e non quelli degli italiani.
Sugli sbarchi sta solo seguendo quando predisposto dal suo predecessore, Minniti. Nel frattempo, il popolo aspetta il rimpatrio promesso dei 400 mila migranti irregolari, che dovevano essere "ributtati a mare" e invece li sposta da un sito all'altro.
L'"ammuina", appunto.

Di Maio, ha puntato le sue carte sulla trasparenza, la legalità e l'onestà. Tre valori disattesi: del cosiddetto streaming è rimasto solo l'incontro con Pierluigi Bersani, allora a capo del Pd; della legalità è rimasta l'adattabilità, come la plastilina, alle situazioni contingenti, dell'onestà hanno perso l'esclusiva, visto che un loro esponente di primo piano è agli arresti con l'accusa di corruzione. Il decreto Dignità è uno spot che ha provocato più disoccupati, il Reddito di cittadinanza è sostanzialmente il Reddito di inclusione varato dal governo precedente, con in più i "navigator" che servono a trovare un lavoro che non c'è.
L'"ammuina", appunto.

In queste ultime settimane, però, entrambi i due vicepremier hanno aumentato l'"ammuina": ognuno rivendica il vecchio ruolo, per consolidare e acquisire consensi: Salvini si fa fotografare con un mitra e Di Maio chiede le dimissioni di un sottosegretario leghista indagato.
E' una presa in giro.

L'importante è che il popolo ci creda e li voti. Quando si accorgerà dei disastri che costoro stanno compiendo si ribellerà, ma solo per tacitare la propria coscienza e attribuire ad altri la propria responsabilità.
 
 
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