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Legalizzazione droghe. Un film su una vittima del proibizionismo, disoccupata e in galera
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Articolo di Redazione
28 luglio 2018 9:33
 
 Chi avrebbe mai pensato che oppositori come il Partito repubblicano del Texas avrebbero appoggiato la depenalizzazione della marijuana? Ammettiamolo (se non è ancora chiaro) - l'erba legale è qualcosa che non può non esserci. Le recenti notizie riguardanti la sempre maggiore presa di distanze del presidente Trump da Jeff Sessions sulla legalizzazione della cannabis, fanno ben sperare per la nostra società, tuttavia i detenuti del proibizionismo rimangono quasi completamente invisibili durante questo importante cambio di situazione.
Mentre ci avviamo verso la legalizzazione federale (incrociamo le dita), creare occasioni per dar voce a chi non ce l’ha sarà cruciale per una più ampia valutazione delle origini razziste del proibizionismo sulla marijuana e delle continue conseguenze di questo negli Stati Uniti.
Korstiaan Vandiver, un regista di Los Angeles, insieme a un gruppo di suoi studenti, ha trasformato la storia di Fate Vincent Winslow, un senzatetto che è in carcere per aver venduto $ 20 di erba per comprarsi da mangiare, con la cresta di una commissione di $ 5, in una vicenda da servizio pubblico per una nuova era - molto più illuminante delle produzioni anti-droga del passato. In base alla legge della Louisiana, le i precedenti reati non violenti di furto con scasso e di possesso di droghe di Winslow, comportavano una pena minima carceraria senza condizionale...
Vandiver ha guidato il gruppo di registi-studenti del Centro per la gioventù e la comunità di Koreatown (KYCC) di Los Angeles in una missione di sensibilizzazione sulla marijuana, grazie al Programma di prevenzione degli abusi di droga giovanile (YDAPP). E’ stata così riportata in vita la tragica storia di Fate Winslow.
MERRY JANE ha intervistato Vandiver per avere un'idea su motivazione e forza trainante del cortometraggio, intitolato Fate - ora disponibile nella sua interezza su YouTube.

Questa intervista è stata modificata per lunghezza e chiarezza.

d - MERRY JANE: Qual è stata l'ispirazione per produrre Fate?
r - Korstiaan Vandiver: stavo insegnando cinematografia agli studenti più giovani, ed era molto più interessante perché erano ragazzi del liceo. Non usavano la marijuana, o almeno così sembrava. Sapevo solo di avere a che fare con dei bambini, quindi ho iniziato a cercare cose interessanti. Mi sono chiesto: qualcuno, in tutto il Paese, sta passando il proprio tempo in galera per minuscole quantità di marijuana? Come posso aiutare a trasformare questo in un progetto di giustizia sociale? E’ così che abbiamo incontrato Fate Vincent Winslow. Era rinchiuso a Shreveport, in Louisiana. Io sono originario di New Orleans, quindi questo mi ha davvero colpito. Il fatto che fosse senzatetto, e il fatto che avesse venduto due dosi e si era compromesso la vita – mi sono detto che 'questo è assolutamente ridicolo', e volevo saperne di più. All'inizio, è stata come una storia, ma dopo aver parlato con Fate, è diventata più di una missione: "Facciamo uscire questo ragazzo dalla prigione".
Gran parte della paura - così come della missione di YDAPP - riguardo alla cannabis, è per tenere la marijuana lontana dalla portata della gioventù. Com'è ho fatto a spiegare la marijuana a questi giovani? Stavano parlando di erba tutto il tempo. In generale, gli studenti avevano tra i 15 ei 18 anni. Ne parlano da vari punti di vista. È qualcosa che accade nel loro mondo, che si tratti della famiglia, degli amici, dei vicini, della musica che ascolti. È ovunque. Gli amministratori del KYCC erano aperti all'idea perché era una prospettiva unica contro i potenziali esiti negativi associati alla marijuana. Ciò che il progetto ha fatto è stato dare loro una prospettiva diversa sulla situazione di qualcuno che gira intorno al mondo della marijuana, specialmente l'idea che la libertà di qualcuno potesse essere portata via proprio così. Abbiamo discusso a fondo della situazione degli altri Stati con la cannabis legale. Quindi la discussione è diventata: perché se la marijuana è legale in alcuni Stati, c'è qualcuno in prigione? All’inizio c’è stata qualche incomprensione, ma la discussione si è conclusa con una visione del mondo più completa.
d - MERRY JANE. Quanto tempo ci è voluto per produrre il film?
r - Era l'ottobre 2016 quando abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. KYCC mi ha assunto come mentore cinematografico; avevano un budget di meno di $ 10.000 e mi hanno rimborsato per l'attrezzatura cinematografica noleggiata, il cast e gli stipendi dell'équipe. Tuttavia, abbiamo dovuto raccogliere più soldi perché i film sono molto costosi, anche se piccoli. Abbiamo avuto abbastanza soldi, proprio il giusto, per finire il film. C'era un'enorme impegno, perché dovevo insegnare agli studenti come filmare. Abbiamo scritto la sceneggiatura e fatto varie bozze da novembre a metà dicembre. Inizialmente, abbiamo iniziato a trasmettere a gennaio, ma abbiamo dovuto spostare la data del film perché dovevamo aspettare i documenti per il nostro attore SAG (Screen Actors Guild), Robert Hunter, che interpretava Fate.
Avevo già visto Robert recitare nel film di Steven Caple Jr., Sundance The Land. Ho contattato Robert solo per manifestargli la mia ammirazione per il suo lavoro. Ho condiviso alcuni dei miei film e ci siamo entusiasmati. Abbiamo deciso di collaborare a un film in futuro, e quando il momento è arrivato, era tutto ok. Robert è venuto da Cleveland in California, e abbiamo finito le riprese a marzo. Abbiamo girato ad Arcadia, che era il luogo più a sud in California che abbiamo individuato, così come la biblioteca e la caffetteria [University of Southern California] per gli interni della prigione.
d - Come hai fatto a raggiungere il suo obiettivo?
r - 
È stato interessante perché quando abbiamo provato a contattare Fate, abbiamo dovuto parlare con uno degli assistenti del penitenziario dello Stato della Louisiana. Questo assistente fondamentalmente mi ha detto che non mi avrebbe permesso di parlare con Fate. Non voleva mostrare a Fate di fargli un favore, perché lui non era diverso dagli altri prigionieri. Alla fine, ha iniziato a trattarmi male, perché gli ho citato i diritti fondamentali dei detenuti. Poi mi sono messo in contatto con tutti gli ex avvocati di Fate. E’ stato inutile ed ho lasciato perdere.. Uno degli avvocati sosteneva che il suo ex-cliente meritava quello che aveva perché aveva venduto droga. Per me, è stato come se volesse dire che era colpevole, quindi siamo stati sinceri sulla condanna. Ciò che la gente non si rende conto della legge è che se vieni catturato con due buste da dieci centesimi, puoi essere incriminato come se tu la vendessi, che è un reato a parte.
Alla fine sono entrato in contatto con un avvocato di nome Brittany Barnett del Texas, che lavorava sotto l'amministrazione Obama per ottenere clemenza per i criminali non violenti. Stavamo cercando di vedere se potevamo ottenere ciò che ci serviva senza dover pagare un prezzo, prima che Obama terminasse il suo mandato ma i tempi erano stretti. Brittany mi ha consigliato di scrivere a Fate, e lei avrebbe fatto un controllo del suo stato di salute tramite una telefonata. Alla fine ha risposto e ha detto che gli sarebbe piaciuto che raccontassimo la sua storia, soprattutto se questo avrebbe potuto aiutare altri giovani a non commettere gli stessi errori. Ci siamo scritti in continuazione e siamo diventati amici nel corso dell'anno. Fate ci ha dato ulteriori informazioni dopo che abbiamo avuto questo rapporto epistolare, anche se questo metodo era un po’ troppo lento. Alla fine, per creare la storia, abbiamo utilizzato i documenti del tribunale, le dichiarazioni legali e gli articoli dei giornali.
Fate purtroppo non è stato in grado di vedere il film, ma ne era molto coinvolto. In pratica mi ha concesso i diritti d’autore per creare un lungometraggio sulla sua vita; abbiamo quindi parlato con alcune persone molto importanti di Hollywood che erano interessate alla sua storia. Ho detto che era qualcosa che avrei senz’altro fatto.
Non so quanto ci vorrà, ma dedicherò davvero una parte della mia vita ad aiutarlo a liberarsi e a raccontare la sua storia. Questa è stata la promessa che gli ho fatto. Per il momento, non abbiamo partecipato a festival, ma ci siamo resi disponibili come supporto per la causa della legalizzazione della cannabis. Il film è incentrato sui messaggi più positivi della cannabis, ma sappiamo che affrontare la dura verità della storia di Fate è qualcosa che deve essere fatto.

(intervista di Nadir Pearson pubblicato sulla rivista Merry Jane del 27/07/2018. Nadir è il fondatore di SMART -Student Marijuana Alliance for Research & Transparency)

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1052&v=LmwrVSh2sVQ
 
 
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