testata ADUC
Liberalismo troppo seducente
Scarica e stampa il PDF
Articolo di Redazione
28 febbraio 2018 13:11
 
 I suoi avversari sottostimano spesso questa dimensione: il liberalismo, dottrina dedicata alle gemonie, e’ anche seducente. Ideologia inegualitaria che vede nell’individualismo, o egoismo, il motore di ogni cosa e che rappresenta spesso degli interessi a malapena mascherati, il liberalismo perdura anche perche’ esercita un’innegabile attrazione. In primo luogo la sua coerenza filosofica e politica: e’ una teoria della liberta’, classificata a sinistra al momento dei suoi esordi, poi passata a destra nella seconda parte del XIX secolo con il trionfo della borghesia modernista. In secondo luogo, siccome essa si fonda sull’autonomia individuale, per questo va incontro alle aspirazioni di una grande parte della popolazione. Il libro di viaggio di Gaspard Koenig ce lo dimostra. Questo giovane intellettuale e giornalista, aperto e tollerante, cronista al periodico Le Point, ha percorso tutto il mondo per studiare su piazza le esperienze che gli sembrano piu’ rappresentative di questa dottrina. Ne viene fuori un carnet di strada vivo, piacevole e spesso eclatante, anche se discutibile nel merito.
La sua tappa piu’ inattesa, Koenig l’ha fatta in Finlandia, uno dei Paesi piu’ socializzati d’Europa,e quindi liberale, tra quelle che laggiu’ chiamano “prigioni aperte”. In questo sistema penitenziario, ispirato alle tesi di Beccaria, filosofo dei lumi venerato da Foucault, la Finlandia ha inventato e messo in pratica le prigioni senza muri. Circa un terzo dei delinquenti condannati in Finlandia, una volta che hanno dimostrato negli edifici classici la volonta’ di scontare la propria pena secondo le regole della legge, sono trasferiti in dei centri aperti, dove le mura e le torri di guardia sono sostituite da paletti rossi che simboleggiano il perimetro della loro detenzione, senza filo spinato, senza barriere di alcun tipo e praticamente senza guardie. Questi prigionieri senza prigione vivono in piccoli gruppi in alcune unita’ che conducono una vita austera ma confortevole, con la loro cucina e le loro stanze, liberi di andare e venire come ritengono per loro opportuno, nell’ambito della cinta muraria delimitata da dalle borchie simboliche. Alcuni evadono, ma devono poi vivere nascosti, ricercati dalla polizia. La gran parte di essi sceglie di scontare la propria pena, che e’ concepita non come un periodo di punizione, ma come un lungo stage di riabilitazione. I loro orari sono regolamentati, e devono lavorare, sia all’interno della “prigione aperta” sia in imprese li’ vicine. Per il resto, sono costretti ad una sorta di disciplina tipo quella delle colonie di vacanza. Questa innovazione, che c’e’ gia’ da tempo, non e’ piu’ oggetto di dibattito in Finlandia, ne’ a destra ne’ a sinistra. Tutti sanno che questo sistema … riduce di piu’ del 15% il tasso di recidiva. La prigione non e’ piu’ una sanzione, ma una riabilitazione, secondo la concezione del XVIII secolo quando sono nate le idee liberali. Gaspard Koenig ne trae una lezione filosofica: piuttosto che moltiplicare le leggi, regolamenti e divieti, la societa’ ha interesse, oggettivamente, a dar fondo allo spirito di responsabilita’ individuale. Anche presso i delinquenti.
La stessa idea si ritrova in un’altra stazione di questo pellegrinaggio, simile a quella che aveva intrapreso Gyu Sorman agli inizi degli anni 80, e che ha contribuito alla diffusione delle stesse idee. A Denver, Colorado, Koenig e’ andato a trovare i venditori di cannabis ormai legalizzata, che vendono i loro prodotti in un commercio tranquillo. Anche li’, lo Stato preferisce la responsabilita’ alla repressione, considerando la dipendenza non un crimine ma un problema di salute pubblica. Il viaggio liberale continua in America Latina, dove il microcredito, che finanzia l’iniziativa individuale, permette a dei dannati della terra intraprendenti di venir fuori dalla loro dipendenza e dalla loro miseria. O ancora sotto l'egida dell’OMC, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, dove le iniziative di libero scambio sono fatte non come momento della mondializzazione selvaggia, ma per la nascente prosperita’ dei Paesi emergenti.
Nella sua opera manca la parte critica, per esempio le confutazioni teoriche e pratiche di Joseph Stiglitz, che ha dimostrato che la liberta’ dei mercati era lontana dal portarci al meglio rispetto a quanto previsto dalla teoria. O ancora, con questo esempio del Kerala, patria della tolleranza religiosa, dove la laicita’ e’ ridotta nella parte giusta, ricorda gli scontri tra le comunita’, spesso con spargimento di sangue, che oppongono gli estremisti induisti alle minoranze musulmane nel resto del sub-continente indiano. Gaspard Koenig passa infine un po’ veloce sull’equilibrio tra intervento statuale e libera impresa che caratterizza l’Europa ad economia mista, che ha fatto tornare indietro le ingiustizie del mercato preservando, giustamente, la liberta’ individuale. L’uomo e’ un animale sociale. Dalla rivoluzione industriale, i socialisti si sono appoggiati su questa realta’ antropologica, largamente ignorata dai liberali, per tentare di coniugare, al meglio, liberta’ ed uguaglianza. E’ il punto buio del discorso liberale, per quanto esso sia seducente: la societa’ non e’ soltanto la risultanza di volonta’ individuali. Essa suppone dei valori collettivi che debbono temperare gli eccessi e i debordamenti dell’individualismo di classe.

(Articolo di Laurent Joffrin, pubblicato sul quotidiano Libération del 28/02/2018)
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
Direttore Domenico Murrone
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori