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'Loving Pablo'. Il film che esalta Pablo Escobar
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Articolo di Redazione
16 marzo 2018 14:45
 
 E’ in circolazione il film “Loving Pablo”, dedicata al narcoterrorista colombiano Pablo Escobar, con l’attore Javier Bardem nella parte di Gil e Gil e l’attrice Julieth Restrepo nella parte della moglie del terrorista. Tutta la storia e’ un’autentica zoomata audiovisiva sul narcoterrorismo. Cosi’ come accade con la nota teleserie “Narcos”, contribuisce ad ingrandire l’immagine del campione mondiale di narcoterrorismo. Lo stesso titolo, "Loving Pablo”, presuppone una glorificazione dell’assassinio seriale, per quanto questo per alcuni possa essere ironico. Sebbene questa scoperta possa sorprendere l'ossessione del terrorismo unidirezionale, il narcoterrorismo ha comunque delle vittime. I famigliari degli assassinati dal narcoterrorista Escobar devono rinfocolare la sofferenza, vedere un titolo dello stile di “Loving Pablo” dove si evidenziano le sue condizioni di padre esemplare. In generale, gli amici intimi dei tossicodipendenti hanno diritto a sentirsi feriti. Di conseguenza, sarebbe possibile un film intitolato “Loving”, e poi il nome di uno dei leader dell’ETA? Sicuramente non con disattenzione, ma il terrorismo non include apparentemente il narcoterrorismo. Cosi’ come nel famoso film sui narcoterroristi “El Nino”, in “Lovng Pablo” non si fa vedere un solo consumatore di droga, quanto meno un tossicodipendente con la vita distrutta dal narcoterrorismo. Al contrario, Escobar spiega nei minimi dettagli a suo figlio i pericoli del consumo di cocaina. Questi film rappresentano le attivita’ narcoterroriste come un’eccitante avventura, e inoltre con derisione delle vittime. Il dolore di chi ne e’ stato colpito passa in secondo piano di fronte alla liberta’ di interpretazione. Affrontare cosa e’ successo da tutti i punti di vista, inclusa la prospettiva oggi dominante di Pablo Escobar ma non di altri terroristi, e’ imprescindibile per catturare una realtà che non può essere protetta da coloro che l'hanno sofferta. A meno di riconosce il suo lato assurdo, anche umoristico, ma questo è per un altro articolo.

(articolo di Matías Vallés, pubblicato su Informacion del 16/03/2018)
 
 
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