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Nella bilancia del vivente, la scarsa presenza dell’umano. Indagine sulle biomasse
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Articolo di Redazione
4 gennaio 2019 17:00
 
 Quanto pesano tutti gli esseri viventi sulla Terra? E’ a questa domanda che tre ricercatori hanno cercato di rispondere nel modo più preciso possibile in un studio pubblicato nello scorso mese di giugno sulla rivista Proceeding of the National Academy of Sciences (PNAS). Secondo loro, la massa totale di vita sul nostro Pianeta – quello che viene chiamato biomassa – è uguale a 550 miliardi di tonnellate di carbone (misurare solo la massa di carbone, l’elemento più abbondante con la chimica della vita sulla Terra, permette di escludere la massa di acqua, che può variare fortemente da un individuo ad un altro).
Contrariamente a ciò che si potrebbe credere, la stragrande maggioranza della massa del vivente è nel regno vegetale. I vegetali (in senso ampio) rappresentano l’82% della massa totale con 450 miliardi di tonnellate di carbone (GtC). A seguire, la seconda sorpresa per chi pensava di mettere il mondo animale in seconda posizione: i batteri rappresentano il secondo taxon (gruppo di organismi) più massiccio: poco meno di 70 GtC sono i dati dello studio. I funghi completano il podio (eh sì!) con una massa stimata a 12 GtC. Seguono archeobatteri e protisti (dei micro-organismi) con delle masse stimate rispettivamente a 7 e 4 GtC. E gli animali? Solo 2 GtC. Ben lungi dall’essere i più massicci, gli umani rappresentano solo 60 milioni di tonnellate di carbone, cioé circa 1.166 volte meno che… i batteri.

Il grafico qui sotto rappresenta la ripartizione della biomassa per grandi famiglie di esseri viventi.

Massicciamente, le piante dominano il mondo
Massa della biosfera sulla Terra, classificata per famiglie di esseri viventi (taxon), espressa in miliardi di tonnellate carbone (GtC)

Se la vita sulla Terra è nata con le acque, in seguito essa è largamente migrata sulle terre emerse del Pianeta, dove si concentra l’86% della massa di viventi. I luoghi sotterranei continentali rappresentano una biomassa dodici volte maggiore rispetto a quelli marini, che rappresentano solo l’1% della biomassa totale.

La gran maggioranza della vita terrestre si trova sulle terre emerse
Ripartizione della biomassa terrestre secondo il proprio tipo di ambiente

Se ci soffermiamo sui taxon che si conoscono meglio, i regni vegetali e animali, si constata che i primi sono quasi esclusivamente terrestri, mentre i secondi sono in gran maggioranza marini. E infatti i pesci sono molto più numerosi rispetto agli animali terrestri, essenzialmente i mammiferi.


Le piante sono essenzialmente terrestri, ma la maggior parte degli animali sono marini
Ripartizione della biomassa delle piante, animali e batteri secondo il loro tipo di ambiente.




La drammatica firma degli umani
Gli autori notano che la massa degli umani e del bestiame (0,16 GtC) sorpassa largamente quella di tutti i mammiferi selvaggi del Pianeta (0,007 GtC), caratterizza il peso delle attività umane sulla biomassa e le conseguenze gigantesche che ci sono state dopo la nascita dell’agricoltura, l’addomesticamento degli animali, nonché la rivoluzione industriale per il Pianeta.
Gli umani hanno anche loro largamente contribuito all’estinzione della mega-fauna del quaternario 50.000 anni fa: la massa di mammiferi selvaggi terrestri prima di questo periodo è stata stimata a 0,02 GtC, mentre ora è 0,003 Gt C, cioè una divisione quasi per sette. Le attività umane hanno ugualmente ridotto di 0,1 GtC la biomassa dei pesci, grande quanto le dimensioni delle popolazioni rimanenti oggi nei mari e negli oceani del Pianeta. L’impatto della civilizzazione umana si misura anche nettamente con la biomassa vegetale: si stima che la massa della flora planetaria è stata divisa per due in rapporto al suo livello pre-civilizzazione. Le stesse tendenze che erano ieri in auge continuano più che mai anche oggi, con il ritmo di estinzione degli animali che si è moltiplicato per centro dopo il 1900.
Il censimento dei tre ricercatori non è perfetto, ci sono delle ampie incertezze rispetto ad alcuni taxon. La stima della massa di piante è considerata come solida, ma quelle delle altre, essenzialmente quelle degli archeobatteri, degli animali o dei virus, sottosta a considerevoli margini d’errore. Ma questi lavori, che sono i più precisi al giorno d’oggi, permettono di meglio comprendere la composizione della biosfera ed essenzialmente il modo in cui una specie minoritaria, la nostra, riesce a spingere massicciamente i più grandi regni viventi del Pianeta.


Nella foto: la migrazione di gnu con la coda nera in Kenya può mettere insieme fino a 1,5 milioni di teste


(articolo di Gary Dagorn, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 04/01/2018)
 
 
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