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Pirateria digitale. Il 71% non la praticherebbe se i contenuti costassero meno
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Articolo di Redazione
26 marzo 2017 17:58
 
 La maggior parte degli europei che fanno pirateria non lo fa per piacere o abitudine, ma per motivi economici, o almeno cosi’ si apprende dall’ultimo studio dell’Ufficio della proprieta’ intellettuale dell’Unione Europea (EUIPO), pubblicato lo scorso 23 marzo. Tra coloro che lo ammettono -un 10% degli intervistati- il 71% non lo farebbe se i costi dei contenuti culturali fossero piu’ economici e accessibili. ….
I giovani della Ue sono, nello stesso tempo, quelli che praticano piu’ pirateria e chiedono di “attivare dei cambiamenti” rispetto ai contenuti online, secondo uno studio che ha intervistato 26.555 europei di eta' superiore ai 15 anni. Sebbene il 27% degli intervistati tra 15 e 24 anni riconosce di consumare cultura online in forma illegale -1% in piu rispetto all’ultimo studio del 2013-, il 41% di questa stessa fascia di eta’ ha pagato per questo servizio in Internet, otto punti in piu’ rispetto a quattro anni fa. Questa tendenza cresce ed e’ piu’ pronunciata tra i maschi (32%), che hanno un alto livello di scolarizzazione (32%) e che vivono in grandi citta’ (30%).
“Il consenso alla proprieta’ intellettuale in Europa e’ in crescita”, dice il portavoce di EUIPO, Luis Berenguer, che ricorda come il 97% dei cittadini dell’Ue considera importante che “inventori, creativi e artisti possano proteggere i propri diritti e siano retribuiti per il loro lavoro”.
La crescente presa di coscienza della societa’ rispetto alla pirateria digitale, senza dubbio contrasta, per esempio, con la drammatica situazione descritta anno dopo anno dall’informativa dell’Osservatorio sulla Pirateria, che nella sua ultima edizione ha denunciato che l’87,48% dei contenuti consumati online in Spagna nel 2015, sono piratati. Questa “apparente contraddizione” puo’ essere ragionevole, secondo Berengue, che assicura come la crescita dell’accettazione sociale della prorpieta’ intellettuale “non ha impedito che la pirateria cali, perche’ la gente vi accede se non ha una offerta legale accettabile”. Le limitazioni imposte dal territorio che impone piattaforme di contenuti sono -oltre i prezzi elevati-, un altro dei motivi che spingono la gente ad utilizzare fonti illegali, secondo il portavoce della EUIPO:
“C’e’ un lavoro da fare per aiutare i giovani, in modo particolare, a comprendere l’importanza della proprieta’ intellettuale per la nostra economia e la nostra societa’”, secondo il direttore esecutivo della EUIPO, Antonio Campinos. A questo fine, l’agenzia europea ha creato “Ideas Powered”, un portale web che intende far capire alle nuove generazioni il valore dei diritti d’autore per il proprio futuro. “E’ stato fatto perche’ i giovani si rendano conto che la proprieta’ intellettuale, alla fine protegge la loro creativita’”.
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(articolo di Germàn R.Pàez, pubblicato sul quotidiano El Pais del 24/03/2017)
 
 
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