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Rete Unica Tlc. Gli interessi del potere delle aziende o quelli degli utenti?
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Articolo di Vincenzo Donvito
7 agosto 2020 12:34
 
  Il gap tecnologico legato alla carenza della Rete Unica Tlc lo abbiamo sperimentato nel periodo del confinamento. Le cronache dei problemi, in modo particolare sulla scuola a distanza, sono ancora negli occhi e nelle orecchie di tutti.
Per la gestione della Rete Unica va avanti da anni un tira e molla che, al momento, ha come unico risultato che questa Rete non c’è e non c’è una politica di gestione. Questo grazie anche al fatto che la questione sembra essere SOLO UNA PREOCCUPAZIONE, degli italiani, degli addetti al settore e di alcuni governanti E NON UN DIRITTO. Cioé, non esiste un diritto ad avere la banda (adsl, fibra) per collegarsi alla Rete, diritto che invece esiste per la linea “tradizionale” (RTG - rete telefonica generale); per cui, per esempio, ad una richiesta di linea Rtg nel posto più sperduto, gli operatori di telefonia fissa devono ottemperare. Per la banda, se non si abita in una zona coperta, si può chiedere questo servizio ma non pretenderlo.
L’assenza del diritto fa sì che i tempi di realizzazione siano molto più sfilacciati e discrezionali. E noi utenti possiamo solo attendere.

Lo stato dei fatti
Sembra che il ministro dell’Economia voglia attribuire al pubblico un peso determinante nella fusione che ci dovrebbe essere tra i due attuali protagonisti per il controllo, Tim e Open Fiber (che ha vinto le gare per le aree bianche, ed è in ritardo per la realizzazione con velocità di almeno 30 Mbit/s prevista dalla Commissione Europea). Obiettivo del ministro: colmare il gap tecnologico e non perdere i fondi della “Recovery and Resilience Facility” per potenziare le infrastrutture entro cinque anni. La ex-Telecom vuole mantenere il controllo societario e la governance di ciò che dovrebbe nascere. Open Fiber (controllata da Enel e Cdp, Cassa depositi e prestiti nelle mani del ministero dell’Economia, che è anche azionista di Tim) al momento sembra solo aspettare. A far rispettare le condizioni di questa nuova entità (newco) potrebbe esserci un delegato del Governo o dell’Agcom (Autorità delle Comunicazioni).

Lo stato dei fatti 2
Questo “balletto” va avanti da anni, coi risultati del gap tecnologico di cui tutti sono consapevoli. La prospettiva che questo servizio sia indispensabile più che mai (le “prove generali” del recente confinamento sono una cartina al tornasole), è un campanello d’allarme che sembra poco valutato.
Newco Alitalia sì, newco Tlc...
Il nostro governo ha dimostrato tanta operatività, disponibilità e spudoratezza per assimilare la decotta azienda Alitalia e la creazione della newco, operazione di cui si sarebbe potuto farne a meno visto i costi della stessa per i contribuenti (nel passato, oggi e in futuro), e visto che i servizi di questo vettore sono stati tranquillamente e più onorevolmente sostituiti nel tempo da altri vettori più economici ed affidabili. Ma per la newco della Rete Unica Tlc, che economicamente non ha costi da far gravare sui contribuenti come con Alitalia, si segna il passo in attesa delle operazioni economiche e di potere di quelli che al momento sono chiamati a farne parte.

Noi crediamo che l’interesse degli utenti dovrebbe essere prioritario, ma sembra che apparteniamo ad un mondo strano.
 
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