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Trading online truffaldini. Il massacro continua. La funzione dei media
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Articolo di Redazione
30 ottobre 2019 10:03
 
 Un osservatorio delle magagne, delle malefatte e – soprattutto, nonché purtroppo - lo specchio della nostra quotidianità economica di utenti e consumatori. Stiamo parlando del servizio di consulenza di Aduc (online, telefonico e presso le sedi dell’associazione) che riceve molteplici richieste di consigli.
I quesiti che ci vengono posti sono su diverse materie, più o meno emergenti rispetto ai provvedimenti legislativi e alle mode in essere, queste ultime sempre generate da campagne pubblicitarie più o meno responsabili dell’uso truffaldino dei prodotti che vengono incentivati.

Ieri abbiamo posto l’accento sull’energia e il passaggio dal mercato a maggior tutela a cosiddetto mercato libero.

Oggi evidenziamo il trading online.

Ce ne siamo occupati già altre volte, stilando anche liste (sempre provvisorie) di chi cerca di “intortare” le aspettative economiche di – in genere – improvvisati ed “ingenui” investitori. Il cui numero continua ad essere molto, troppo alto, essenzialmente grazie a pubblicità sempre presenti ed accattivanti su numerosi media, anche di non secondario apprezzamento. E’ il sistema pubblicitario online che, partendo dal presupposto che al denaro che arriva non si guarda mai in faccia, fa sì che, per esempio, quotidiani come “Le Monde” e non solo siano pieni di pubblicità di questo tipo, che magari dura l’arco di una giornata, ma accattivante anche per coloro che dovrebbero essere meno recettivi a queste tentazioni; il metodo è quello della richiesta di piccoli importi (mediamente 200 euro) per acquisto di presunte azioni di “pilastri” dell’economia mondiale come quelli del GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple), che fanno pensare al nostro investitore cose tipo “bah, tutto sommato ci provo, male che vada ci avrò rimesso due centinaia di euro”. Così fanno in tanti (e 200+200+200… portano a grossi numeri per chi irretisce), e alcuni di questi “investitori”, presi dalla frenesia del poco che può diventare tanto, sembra che ci prendano gusto e si fanno ulteriormente coinvolgere con nuovi versamenti. Non solo, ma come nel caso che riportiamo in calce, questi “investitori” riescono anche a farsi irretire da fantomatiche agenzie di recupero di ciò che hanno “investito”, e versano loro ulteriori somme che, nello specifico, vengono prese a prestito da istituti di credito.

A seguire la lettera di richiesta di consiglio che abbiamo ricevuto e che abbiamo pubblicato sul nostro web (Cara Aduc, canale Investire Informati, nella fattispecie), con in calce la nostra risposta:

Salve,
a seguito di ingente somma investita in Trading on Line (GMO Trading), sono stato contattato, a seguito di mia segnalazione, dalla CRA - Credit Recovery Agency, 41 Church Street B3 2RT Birmingham - UK, Ref. Avv. Leonardo Kappa, riferendo che sarebbe stato possibile recuperare l'intera somma di 93.500,00 € con la percentuale del 15% sul totale. Inoltre chiedendo 15.000,00 € di danni morali e altri 5.000,00 € di mancato guadagno in pratica l'intero importo investito al netto della percentuale trattenuta dall'Agenzia stessa. Ho inviato alla CRA la documentazione richiesta con la copia del Contratto da me sottoscritto. Come richiesto, ho versato 5.000,00 € come deposito di garanzia (mi sarebbe restituita alla fine delle operazioni di recupero). Il contatto con il Referente, Avv. L. Kappa, avviene tutt'ora in modalità telefonica e messaggistica by Whatsapp, facendomi pervenire tutti i riferimenti e l'IBAN delle Banche nelle quali effettuare i versamenti/bonifici. Lo stesso Referente, circa 10 gg fa, mi ha detto che hanno recuperato una prima tranche per 50.000,00 € e, per poter avere indietro la somma, dovevo loro la somma di 7.500,00 che ho provveduto a versare con le medesime modalità. Adesso mi ha riferito che avrebbero... recuperato anche il resto pari a 63.500,00 e, mi chiedono di versare altri 9.450,00 €, a saldo della loro percentuale perchè mi dice che invieranno l'intero importo di 113.500,00 € in un'unica soluzione. Ho più di qualche dubbio in quanto non ho alcuna tracciabilità di questi recuperi e disponibilità e, questa è la mia richiesta di assistenza sul Vs. sito. Il primo contatto con la CRA è intercorso intorno al 20 settembre, il Trading (negativo) con GMO Trading, è iniziato ai primi di luglio 2019 per concludersi ai primi di settembre, circa 3 mesi, purtroppo, data la mia inesperienza in materia, mi sono lasciato irretire dall'account Manager (Luca P.) e dal Responsabile (Alessio G.), con il nefasto esito di cui sopra.
Potete consigliarmi su questa situazione? La richiesta di ulteriore versamento (9450,00 €) è plausibile? Ho dovuto accedere ad un prestito Poste Italiane/Findomestic per far fronte a queste richieste, dovrò restituire l'importo del Prestito in 72 rate mensili di 450,00 € in 6 anni! Mi verranno detratti dalla mia pensione di anzianità,
Inoltro questa mia richiesta dopo aver letto su Internet di queste probabili truffe anche da queste Agenzie di Recupero, non vorrei perdere ancora altre ingenti somme come già riferito. Le Banche nella quali ho versato gli importi succitati non sono state le stesse: BRD BANK ROMANIA (Bucarest), NBV INTERNATIONAL SRO Bratislava (Slovakia), dicendomi che utilizzano questa modalità per evitare la tassazione delle somme. Ho letto un commento nel quale la persona riferiva di essere stato contattato dalle sede dell'Agenzia CRA, assicurando il rimborso (sarà avvenuto?). Grazie.


Risposta di Aduc
E' infatti, purtroppo, il seguito di quanto le è già accaduto, anche se prelevato con la lusinga del recupero. Sono sempre loro. Non deve versare niente più.
L'unica possibilità, e pure con scarse speranze, è il richiamo dei pagamenti tramite il proprio intermediario (banca, posta, società di carta di credito, ecc.).
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Persone come il nostro malcapitato di sopra si rivolgono ad Aduc perché, essendo un’associazione che non accetta nessuna forma di finanziamento pubblico ed è alimentata dai contributi dei consumatori, la stessa stabilisce di conseguenza un rapporto di fiducia con le persone che la contattano. Talvolta anche al di là del semplice e abituale contatto del tipo “ho un problema, me lo risolve?”, grazie anche al fatto che il nostro principale strumento di comunicazione, il web, è una sorta di quotidiano online, interattivo, che aspira a dare informazioni perché le persone siano messe in grado di fare da sé di fronte alle varie difficoltà e problemi dell’economia quotidiana.
Siamo consapevoli dei nostri limiti, soggettivi ed oggettivi, per questo fidiamo che in tanti, a livello mediatico, capiscano l’importanza dell’informazione preventiva per evitare che “investitori” del genere continuino a crescere.
 
 
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